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Soffocata in casa di riposo, la svolta: a uccidere la moglie di un paziente

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Soffocata in casa di riposo, la svolta: a uccidere la moglie di un paziente

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Como, 10 ottobre 2017 – Sarebbe stata lei a ucciderla, infilandole in bocca quei due guanti di lattice che in pochi secondi l’hanno soffocata. E, nei giorni successivi, sarebbe stata sempre lei a cercare di far ricadere la colpa di quel delitto sulla compagna di stanza della vittima. Ora la Squadra Mobile della Questura di Como, coordinata dal sostituto procuratore Simona De Salvo, ha notificato un avviso di garanzia alla moglie di un degente ricoverato nello stesso reparto della vittima, ipotizzando i reati dell’omicidio volontario di Dolores De Bernardi, morta lo scorso 24 settembre a 91 anni nella struttura geriatrica Don Guanella di Como, e di calunnia nei confronti della compagna di stanza della vittima, una degente di 94 anni.

La donna accusata del delitto, 78 anni, quella domenica, poco dopo le 18, si sarebbe avvicinata alla vittima, allettata e in condizioni di salute molto precarie, infilandole in bocca un paio di guanti utilizzati dal personale sanitario e presenti sui carrelli all’interno del reparto. Nessuno aveva visto nulla, e le indagini per arrivare a capire chi potesse aver compiuto quel gesto erano partite con grande difficoltà. Inizialmente le attenzioni si erano concentrate sulla vicina di letto, unica che potesse aver agito in così poco tempo e senza essere notata. Si tratta tuttavia di una donna anziana con grosse difficoltà cognitive, che è stata indagata con il solo fine di poter procedere ai rilievi tecnici. A dare una mano agli inquirenti è stata la nuova indagata, che è stata notata dal personale del reparto mentre prendeva guanti dai carrelli.

Lo ha fatto tre volte, nascondendoli nella borsa, sotto il cuscino e nella poltrona della compagna di stanza della vittima. Gli inquirenti e la Procura si sono convinti che la responsabile di quel delitto vada cercata fuori dalla camera in cui è avvenuto. Ora sono stati notificati gli avvisi di garanzia, per poter procedere con le consulenze tecniche irripetibili, tra cui la ricerca di tracce di dna, i cui incarichi sono stati conferiti ieri pomeriggio. Per ora le due ipotesi vengono prese in considerazione in alternativa, senza alcuna ombra di concorso, anche se la scoperta dei furti dei guanti sembra far uscire di scena ogni ipotesi sulla novantaquattrenne. Del tutto ignoto rimane il movente di quel gesto che ha provocato la morte dell’anziana donna.

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