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Stadio della Roma, 15 giorni per decidere il destino dell’impianto a Tor di Valle

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Stadio della Roma, 15 giorni per decidere il destino dell’impianto a Tor di Valle

repubblica.it

Una corsa contro il tempo. Poco più di 15 giorni: tanto ha a disposizione la Roma per riuscire ad incastrare tutti i tasselli di un puzzle – quello per lo stadio di Tor di Valle – che, ad oggi, appare assai complicato. Al termine della Conferenza dei Servizi, giunta al quarto incontro dalla sua istituzione e aggiornata al 31 gennaio – il nodo principale – che ruota intorno alla modifica delle cubature e alla variante urbanistica – è stretto da tempistiche corte, cortissime. A fine mese, infatti, sarà necessario il parere finale sul progetto: l’obiettivo, a Trigoria, è quello di accelerare quanto più possibile per riuscire a far quadrare la richiesta di tali modifiche, con il relativo abbattimento dei costi previsti per gli aspetti realizzativi dell’opera. “Manca ancora la certezza sulla procedura urbanistica in capo al Comune di Roma, il tempo sta per scadere”, ha avvertito l’Assessore alle Politiche del territorio e alla Mobilità della Regione Lazio, Michele Civita.

“Si ribadisce che nei giorni precedenti lo svolgimento dell’ultima conferenza di servizi dovrà essere definita, da parte di Roma Capitale, la variante urbanistica per consentire l’espressione dei pareri di Via e Vas e concludere la Conferenza stessa”. Questo è quanto si legge nel resoconto della seduta odierna, all’interno delle pagine web del sito della Regione Lazio. Cosa tagliare, dunque, del progetto? Come riuscire a farlo entro il 31 gennaio? E’ bene specificare come nulla possa essere modificato per quanto concerne le spese previste, in capo al club di Trigoria, nella delibera di pubblico interesse: in sintesi, o restano tutte le opere pubbliche, o cade la delibera stessa. Per questa ragione i tecnici disporranno dei prossimi giorni per poter trovare elementi su cui effettuare le riduzioni, senza andare ad incidere in alcun modo su quanto già stabilito dalla delibera. “Se non ci saranno atti verrà pregiudicato il lavoro futuro della Conferenza – ha spiegato Michele Civita al termine dell’incontro – I rappresentanti del Comune hanno confermato la disponibilità a produrre tali atti, ma noi non possiamo che tenere in considerazione il parere che gli uffici hanno espresso nella Conferenza”.

Il Campidoglio ha più volte manifestato l’esigenza di una riduzione – pari al 20% – delle cubature dello stadio, e relative spese. Facile immaginare come questo possa andare a riferirsi ad alcune delle opere più marginali (il polo terziario e il sottopasso ferroviario) e, ancor più, alle torri del Business Park che hanno più volte portato i pentastellati a definire “ecomostro” l’intero progetto. La corsa contro il tempo per mantenerne inviolato l’equilibrio economico è iniziata: il 31 gennaio, Pallotta e collaboratori potranno disporre della prima risposta concreta che potrebbe favorire, o meno, l’avvio dei lavori e l’installazione dei primi cantieri. “Siamo fiduciosi sul fatto che a marzo otterremo l’approvazione – aveva detto il tycoon di Boston durante le vacanze natalizie – Mi sarebbe piaciuto iniziare i lavori quando comprammo la squadra ma sapevamo servisse tempo”. Forse, non così tanto. “Mi auguro che si faccia, per la Roma e per i romani“, le parole del ministro dello Sport, Luca Lotti. Un auspicio che ora deve fare i conti con un calendario assai stringente.‎

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