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Steal Life – La musica nel FISICO BEATLES – Ritratto non autorizzato – di Andrea Oliva

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Steal Life  –  La musica nel FISICO  BEATLES – Ritratto non autorizzato – di Andrea Oliva

“Ecco un altro di quelli convinti di averci creato. Non è così. Vorrei sentire la musica di George Martin… dai, fatemela sentire!”. Così un maldisposto John Lennon, all’indomani della fine dei Beatles. George Henry Martin è stato un apprezzato compositore; era il “musicista della EMI”, l’arrangiatore che rifiniva, con inserti strumentali e punteggiature armoniche, le scabre idee iniziali. Il cosiddetto “quinto Beatle”; quello nel retroscena. Scrive il collega Bob Sheffield: “I Beatles erano quattro disadattati della classe lavoratrice di Liverpool…”. Il nome della prima formazione dei Beatles, a guida Lennon, con George Harrison e Paul Mc Cartney alla chitarra, era Quarry Men.

La Quarry School era l’istituto privato, di proprietà della Quarry Bank, nel quale studiavano due dei futuri Beatles: non proprio una scuola alla portata della classe lavoratrice. Il più preparato teoricamente era lo schivo e riservato George Harrison, che studiava i classici per chitarra anche nelle stanze d’albergo o in camerino.

A seguire, Paul, figlio di un jazzista specializzato nello stile Dixieland, il jazz nero anni Venti e Trenta. Eppure Mick Jagger, che proprio George Harrison aveva presentato all’etichetta EMI, non è mai stato generoso verso i Beatles dal vivo. La cosa infastidiva Lennon, che sosteneva di far “parlare” la chitarra. Sia come sia, i Beatles veramente grandi sono, essenzialmente, quelli del periodo psichedelico, frutto di un incessante lavoro in studio, che trova in Revolver, Sgt. Pepper…, Abbey Road e, soprattutto, nell’album bianco “The Beatles”, espressioni uniche di una irripetibile “omogeneità degli eterogenei”.

Molta parte di questa alchimia si dovrebbe al colto George Martin: perché, allora, i Beatles si sono sciolti? Ben oltre i fiumi di parole, essenzialmente per questo: il mago delle pubbliche relazioni Paul e il dislessico John erano due personalità sovrabbondanti e accentratrici, con il sofisticato Mc Cartney nel ruolo del più “inglese” e con Lennon in quello del complicato e dell’introverso. Inevitabili l’attrito e il conflitto, anche nella gestione del patrimonio. Resta, però, l’eccezionale iperbole di un mito tutto presente, che si rinnova da più di quarant’anni.  Fenomeno di massa, il primo in senso moderno, quella beatlemania che univa folle urlanti oltre il cielo… Così era, nei favolosi anni Sessanta… nell’estate dell’AmoreYesterday…

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