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Terremoto, 35 bare per i funerali solenni: ad Ascoli è il giorno del lutto

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Terremoto, 35 bare per i funerali solenni: ad Ascoli è il giorno del lutto

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Ci sono 35 bare, una di fianco all’altra, e due che spiccano su tutte le altre: le piccole casse bianche che accolgono i feretri di giovani vite spezzate. Nella palestra comunale di Ascoli Piceno, dove a breve avranno luogo i funerali solenni per le vittime di Arquata del Tronto, oggi non c’è spazio per la speranza o la gioia di chi ce l’ha fatta a sfuggire alle furia del terremoto. C’è solo la rabbia e la disperazione di chi in pochi minuti ha perso tutto, un figlio, un padre, una madre, un nonno, un compagno di vita. C’e spazio solo per le lacrime, i singhiozzi e il dolore dei familiari che sono già raccolti qui dalle prime ore del mattino per un ultimo saluto ai loro cari. Arrivati alla spicciolata, sorretti da amici e dai volontari che cercano in ogni modo di infondere coraggio.

Un coro raccolto in un angolo della palestra sta intonando alcuni brani in attesa che inizi la messa officiata dal Vescovo Monsignor Giovanni D’Ercole. I familiari delle vittime sono raccolti attorno alle 35 bare, in molti accarezzano le casse che accolgono i feretri dei loro cari per un ultimo saluto. Pianti e lacrime, i famigliari delle vittime si abbracciano e cercano di darsi conforto vicendevolmente. Un gruppo di boy scout è entrato con un fascio di rose rosse, deponendone una per bara.

C’è grande commozione attorno alle bare di Giulia e Marisol, due piccole vittime del terremoto, vite spezzate dalla furia del sisma ad appena 9 anni e 18 mesi. Tutti i famigliari delle vittime raccolte nella palestra si avvicinano alle due piccole casse bianche per porgere un ultimo saluto alle piccole.

Sulla bara bianca di Giulia, che con il suo corpicino ha fatto scudo alla sorella Giorgia salvandole la vita, c’è la zia della bambina, Alessandra, seduta su una sedia con un piede fasciato, ferito nella terribile notte del sisma. E il papà della piccola, mentre la madre é ricoverata in ospedale assieme alla piccola Giorgia estratta viva dalle macerie. Anchela madre di Marisol, la giovane donna scampata al terremoto de L’Aquila, è in ospedale, mentre è presente nella palestra a due passi dall’ospedale Mazzoli il padre della piccola, seduto a terra accanto alla piccola bara bianca.

Le vittime sul versante marchigiano sono state 49: ieri la Protezione civile ha messo fine alla tragica conta dei morti, almeno qui, perché ad Amatrice e Accumoli si conta, si scava tra le macerie e si prega ancora. Delle 49 famiglie in lutto tra Arquata e Pescara del Tronto 13 hanno deciso di riservare ai loro cari funerali privati, niente rito solenne per un dolore urlato da giorni su giornali e Tv. Alle 11.30, qui nella palestra adiacente l’ospedale Mazzoni di Ascoli, la messa verrà celebrata dal Vescovo Monsignor Giovanni D’Ercole. Attesi, tra gli altri, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, i presidente di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

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