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Tre evasi nella notte dal carcere di Favignana, fra loro un omicida ergastolano

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Tre evasi nella notte dal carcere di Favignana, fra loro un omicida ergastolano

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FAVIGNANA (TRAPANI) – Un’evasione  –   con sbarre segate e lenzuola usate come funi, nella migliore tradizione di film e fumetti. Intorno alle 3 di stanotte tre uomini sono evasi dal carcere “Giuseppe Barraco” dell’isola di Favignana.  I tre hanno segato, con un piccolo seghetto, le sbarre della loro cella al secondo piano.

 Poi, secondo le prime ipotesi, sarebbero saliti sul tetto del reparto e con delle lenzuola a mò di fune, si sarebbero lanciati sul muro di cinta.

Poi, sempre con le stesse lenzuola, si sono calati, da un’altezza di cinque metri, dal muro che si affaccia su via Libertà.

Tre evasi nella notte dal carcere di Favignana, fra loro un omicida ergastolano

“Sembrerebbe  – dice Renato Persico, direttore della Casa di reclusione – che il loro sia stato un lavoro fatto in brevissimo tempo. I controlli erano stati eseguiti, da un agente molto scrupoloso, ieri alle 16 ed era tutto a posto”.  Il direttore spiega che il penitenziario non ha vigilanza sul muro di cinta. Attualmente sono ospitati 46 detenuti, tutti al secondo piano del carcere; il primo non è in funzione.

Tre evasi nella notte dal carcere di Favignana, fra loro un omicida ergastolanoI tre evasi sono detenuti “di peso”. Adriano Avolese nel 2002 a Pachino (Sr) uccise insieme al padre Sebastiano Di Rosa, 24 anni, per una vendetta nei confronti del fratello della vittima, Salvatore, che avrebbe insidiato la moglie. La Cassazione ha confermato le condanne a 25 anni di reclusione per il figlio di Mario Avolese, Giuseppe, all’ergastolo per Mario e Adriano,e a 30 anni per Dino Lentinello. Secondo le indagini della polizia la vittima fu picchiata selvaggiamente con pugni, calci e colpi di bastone. Il corpo venne gettato in un appezzamento di terreno e dato alle fiamme. All’inizio dal carcere avevano segnalato che a evadere era stato il padre il Mario

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