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Tumori, l’allarme: dall’urina al bicarbonato, in migliaia scelgono pseudocure alternative

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Tumori, l’allarme: dall’urina al bicarbonato, in migliaia scelgono pseudocure alternative

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Conquistati dalle promesse dell’urinoterapia, del metodo Hamer, dalle cure con bicarbonato o dal più esotico veleno di scorpione, anche se la moda di questo periodo sono le cellule staminali. “Cresce in Italia il numero dei pazienti che si affidano a guru e stregoni, rinunciando alle terapie tradizionali che invece avrebbero importanti chance di successo. Non ci sono dati precisi, ma sulla base dei gruppi e delle pagine via web possiamo stimare che siamo ormai diverse migliaia gli italiani che si sono avvicinati a questi rimedi, prescritti da sedicenti medici o ex camici bianchi radiati dall’Ordine, che rispondono al bisogno di certezze e alle paure delle persone”. Lo sottolinea all’Adnkronos Salute Salvo Di Grazia, ginecologo dell’azienda sanitaria di Pieve di Soligo (Treviso), che ormai da anni cura ‘Medbunker, le scomode verità’. Un sito che a suon di documenti, analisi e testimonianza analizza e fa a pezzi proprio queste pseudocure.

Una ricerca della verità che ha portato anche acerrimi web-nemici al medico blogger. “Io ci provo, a spiegare le cose come stanno. E nel tempo non sono mancate le segnalazioni di malati o familiari pentiti, che però a volte si tirano indietro per la vergogna”. Perché queste cure “presentate sempre come facili, rapide, indolore e sicure, sono anche molto costose. E talvolta davvero improbabili. Come ad esempio l’urinoterapia”. Secondo i sostenitori l’uomo in passato ha già usato questo liquido a scopo medicinale, per disinfettare le ferite o sbiancare i denti. Dunque la pipì finirebbe per essere utile, se usata in modo corretto, contro mali di vario tipo, dai tumori alle allergie. “Si fa fatica a credere che qualcuno si affidi a questo approccio, e a seguirlo. Eppure succede”, continua.

In questi giorni fa discutere la morte di Eleonora, che aveva rinunciato alla chemio, sostenuta dai genitori seguaci della filosofia dell’ex medico tedesco Ryke Geerd Hamer. “Dopo la morte del figlio, Hamer, ‘padre’ della Nuova medicina germanica, ha teorizzato che ogni malattia sia la reazione dell’organismo a un trauma psicologico: il diabete – spiega Di Grazia – sarebbe causato dalla paura delle rane; un maestro cattivo sarebbe all’origine della leucemia”. Quello di Eleonora è “un caso che colpisce, anche noi medici, perché poteva essere salvata. Ma il suo non è un caso isolato”.

Quest’anno a Torino c’è stato il processo per la morte di una donna Marina L., ‘curata’ “con lo stesso approccio per un melanoma. Non si tratta di psicoterapia, come pure è stato scritto. Perché in questi casi è bene usare con attenzione le parole”. Un’altra vicenda tragica è quella di Luca, un giovane morto qualche anno fa a Tirana dopo essersi sottoposto a una cura che doveva salvarlo da un tumore al cervello, “a base di bicarbonato di sodio. Mi hanno raccontato che oggi queste ‘cure’ sono praticate in una clinica privata affollata di persone, anche dall’Italia”.

“Parliamo comunque di un mercato milionario. Da noi le persone si fanno conoscere su Internet o sulla base del passaparola, ma in Usa si stima un mercato legato a queste terapie vicino ai 34 miliardi di dollari l’anno. E c’è chi ha costruito un impero negli ultimi anni. Il boom – afferma l’esperto – è proporzionalmente legato alla diffusione di Internet. Sul web esistono siti dove vengono pubblicizzati rimedi anticancro miracolosi, staminali in grado di curare qualsiasi patologia, e forum dove centinaia di persone, quasi come in una setta, ne esaltano l’efficacia”. Con testimonianze anche video, “che spesso ad una attenta analisi si rivelano false. Ma ci sono anche i ‘pentiti’. Persone che sono state truffate, ma anche altre che ringraziano comunque per un’illusione durata mesi”, spiega l’esperto. “Non c’è distinzione di ceto: a spingere verso questi approccio sono paure e speranze”. Così c’è ancora chi si affida alla multiterapia Di Bella, “priva di riscontri scientifici”, o va a Cuba e in Albania per il farmaco ricavato dal veleno dello scorpione azzurro. “Ma non dimentichiamo il siero Bonifacio, con le feci di capra”. La fabbrica delle illusioni non chiude i battenti.

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