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Tutti i motivi per impugnare una contravvenzione!

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Tutti i motivi per impugnare una contravvenzione!

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di Valeria Zeppilli – Non sempre, quando si riceve una contravvenzione, è necessario pagarla. In alcuni casi, infatti, le contravvenzioni presentano dei vizi sia di forma che di sostanza idonei a renderle invalide.

Vediamo, brevemente, quando il pagamento di una sanzione amministrativa per violazione del codice della strada potrebbe non essere dovuto.

Notifica tardiva – Un importante esempio di vizio formale idoneo a inficiare una contravvenzione è rappresentato dal fatto che essa sia stata notificata in ritardo rispetto al termine di 90 giorni dall’infrazione previsto dall’ordinamento.

 Tale termine, infatti, è posto dall’articolo 201 del codice della strada come quello massimo per notificare l’infrazione ai trasgressori nei casi in cui, in deroga alla regola generale della contestazione immediata, è ammessa la contestazione “differita” (ci si riferisce, ad esempio, alle ipotesi di impossibilità di raggiungere un veicolo per l’eccesiva velocità tenuta, all’attraversamento di un incrocio con il semaforo indicante la luce rossa, al sorpasso vietato).

Assenza di elementi essenziali nella contravvenzione – Altro esempio di vizio formale che permette di impugnare una contravvenzione è rappresentato dall’assenza, in essa, di alcuni dei dati necessari, come, ad esempio, le generalità del conducente, l’indicazione dell’agente che la ha elevata, il riferimento alla norma violata.

Per capire meglio a cosa ci si sta riferendo, basta dare un occhio all’articolo 383 del d.p.r. n. 495/1992 (contenente il regolamento attuativo del codice della strada).

Tale norma stabilisce infatti che i verbali di accertamento delle infrazioni devono contenere l’indicazione del giorno, dell’ora e della località nei quali è avvenuta la violazione, delle generalità e della residenza deltrasgressore ed eventualmente del proprietario del veicolo o del soggetto solidale.

In essi vanno inoltre indicati gli estremi della patente di guida, il tipo del veicolo e la targa.

Infine non vanno omesse la sommaria esposizione del fatto e l’indicazione della norma violata, oltre che le eventuali dichiarazioni delle quali il trasgressore chiede l’inserimento.

Strisce blu fuori dal centro storico – I vizi sostanziali che rendono possibile evitare il pagamento di una contravvenzione, invece, sono quelli che dipendono dal mancato rispetto, in questo caso da parte dell’amministrazione, delle regole previste dal codice della strada o da altre disposizioni di legge.

Si pensi, ad esempio, al caso in cui nelle immediate vicinanze dell’area a pagamento sita fuori dal centro storico, dove si sia presa una multa per non aver pagato la relativa tariffa, non vi siano aree di parcheggio libere.

L’articolo 7 del codice della strada, infatti, al comma 8 prescrive che i Comuni che assumono l’esercizio diretto di parcheggi con custodia o lo diano in concessione o dispongano l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta, devono necessariamente riservare un’area adeguata da destinare a parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.

Restano esclusi da tale obbligo i casi in cui le zone in cui vengono predisposti i parcheggi sono “aree pedonali” o “zone a traffico limitato”, rientrano tra quelle definite ” A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici numero 1444 del 2 aprile 1968 o sono zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistono esigenze e condizioni particolari di traffico.

 

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