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I vigili del fuoco in corsia per portare doni ai bimbi malati

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I vigili del fuoco  in corsia per portare  doni ai bimbi malati

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Ieri mattina i bambini ricoverati in pediatria al Fracastoro sono rimasti sorpresi. Hanno visto arrivare dei Babbi Natale speciali, vestiti di rosso ma con l’elmetto, altri con il tipico cappello rosso portato sopra alla divisa. Si sono presentati così i Vigili del Fuoco di Verona, in 14, per quella che è stata la loro prima visita all’ospedale di San Bonifacio. «È un’esperienza che fa bene soprattutto a noi», commenta a margine il funzionario tecnico Rodolfo Ridolfi, «e che porta un momento di allegria ai piccoli ricoverati. Al Policlinico di Verona andiamo già da quattro anni, qui abbiamo accolto l’invito delle Mamme di cielo». E d’ora in poi torneranno, per ripetere l’esperienza di rispondere alle mille domande curiose dei ragazzini sulla loro ammirata professione e per condividere qualche ora di spensieratezza e allegria.

Tutti sono arrivati in turno libero, da volontari, e hanno portato come ogni Babbo Natale che si rispetti dei sacchi colmi di doni, materiale didattico e giochi, anche grazie ad alcuni sponsor. Assieme a loro un gruppo di volontari della Croce Rossa. Dopo un primo incontro con i più grandicelli nella sala di soggiorno, con la consegna dei doni, tra battute e foto ricordo, i Vigili del fuoco hanno proseguito il loro giro portando regali nelle stanze dei più piccoli.

«Motivo di questa visita», spiega il dottor Mauro Cinquetti, direttore di pediatria e patologia neonatale, «è potenziare il collegamento diretto tra noi e il territorio, per sottolineare l’inserimento della nostra realtà all’interno della comunità. Inoltre quest’anno si rinnova l’iniziativa partita negli anni scorsi, cioè l’offerta di alcuni body per neonati da parte Ids (associazione che richiama l’acronimo inglese che indica la prevenzione della morte in culla)». Angelina Lonido, presidente dell’associazione, ha assicurato la prosecuzione della donazione di questi body, insieme al programma Genitori più del Servizio di prevenzione dell’ Ulss 20; body che ricordano alle mamme, con la scritta stampigliata davanti «Fammi dormire a pancia in su» che è importante tenere i bambini supini quando dormono.

«All’interno del nostro reparto», dice Cinquetti, «si cerca di porre attenzione affinché gli spazi e gli ambienti siano finalizzati alle esigenze di neonati, bambini e adolescenti; allo stesso modo, vi è impegno costante nel porre il personale medico, infermieristico ed ausiliario nelle condizioni di accrescere le competenze specifiche che si configurano in una cultura pediatrica». L’attività di questo reparto è particolarmente intensa: annualmente sono 14 mila le prestazioni ambulatoriali, circa 1.500 i bambini tra quelli ricoverati e in osservazione breve. Riguardano i seguenti ambiti: pediatria (ricoveri), osservazioni brevi, pronto soccorso pediatrico, day hospital, day surgery, ambulatori specialistici nell’età evolutiva, punto nascita (nuovi nati), patologia neonatale.

Le prestazioni pediatriche di tipo ambulatoriale comprendono, da un lato, le prestazioni rese a pazienti pediatrici in Pronto soccorso, circa 9.000 visite all’anno, dall’altro, le prestazioni di specialistica ambulatoriale che vengono effettuate negli ambulatori dedicati (gastroenterologia pediatrica, nefrologia pediatrica, pneumologia pediatrica, allergologia pediatrica, neonatologia, follow up del prematuro, nutrizione ed obesità, promozione dell’allattamento al seno). Queste visite nel complesso ammontano a circa cinquemila all’anno. Tale attività assistenziale, in collaborazione con i pediatri di famiglia, è maggiormente mirata alla prevenzione e all’utilizzo di strumenti di natura ambulatoriale piuttosto che di degenza ospedaliera. G.B.

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