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Vische, va a fuoco l’azienda. Operai rischiano il lavoro

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Vische, va a fuoco l’azienda. Operai rischiano il lavoro

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E’ lì, sconsolato, ad osservare le autobotti dei vigili del fuoco al lavoro nel disperato tentativo di salvare la sua attività. Enrico Gruner, 75 anni, non riesce davvero a darsi pace per il vasto incendio che nella notte tra venerdì e sabato scorsi ha praticamente distrutto la sua azienda specializzata nello stampaggio di articoli tecnici in gomma per il settore automobilistico.

Le fiamme sono divampate intorno all’alba all’interno del capannone di via don Frola 4. In pochi minuti si è levata in cielo una coltre di fumo nero visibile anche a chilometri di distanza: a lanciare l’allarme al 115 è stata una donna, che abita nei pressi dell’azienda. All’arrivo dei pompieri provenienti da diversi distaccamenti – Ivrea, Montanaro, Rivarolo – era ormai troppo tardi. Il rogo aveva già aggredito il reparto produttivo.

Sulle cause dell’incendio stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Chivasso. Da una prima ricostruzione, in attesa di una relazione più dettagliata dei vigili del fuoco, l’incendio potrebbe essere scoppiato per cause accidentali. Non ci sarebbero i presupposti per un attacco doloso: la struttura non presentava segni di scasso e l’impianto antincendio sarebbe entrato in azione qualche istante prima dell’antifurto.

Intanto Enrico Gruner pensa già a come ripartire. Nulla di impossibile per uno come lui che si è sempre risollevato. In paese è un imprenditore stimato e ben voluto. Ex presidente della Banca di Credito Cooperativo di Vische e Canavese, da un paio d’anni siede anche in amministrazione, tra i banchi della minoranza.

Ora è tutto più difficile – racconta Enrico Gruner mentre osserva la sua attività riuscendo a stento a trattenere le lacrime -. Non c’è più niente. L’incendio ha distrutto 24 presse. Un colpo al cuore. E pensare che la nostra era un’attività florida. Negli ultimi tempi avevamo ricevuto numerose commesse e nell’ultimo anno, grazie ad momento positivo, ero riuscito ad assumere almeno sei dipendenti. Ora sarò costretto a lasciare a casa i miei operai, una trentina. Almeno fino a quando non sarà ritornato tutto come prima”.

Gruner non sa fornire una spiegazione dell’accaduto: “Venerdì l’azienda era chiusa. Io ero venuto a sbrigare alcune pratiche in ufficio e poi sono venuti i tecnici dell’Enel per un piccolo lavoro. Un guasto? Un cortocircuito? Non so… Attendo la relazione dei carabinieri”.

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