Tempi troppo rapidi per vaccino? Infettivologo Cauda: “No, la scienza è progredita”

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Quali sono le cose che ancora non sappiamo dei vaccini contro il coronavirus? Si può davvero trovare il vaccino per un virus così potente in meno di un anno? E perchè è sicuro farlo?

Mentre in Italia è stato dato il via libera al piano vaccinale e l’Ema ha anticipato la procedura di approvazione del vaccino Pfizer-Biontech al 21 dicembre (non più al 29), sono ancora molti i dubbi che sorgono di fronte ai vaccini (in totale una decina) contro il coronavirus. Abbiamo chiesto a Roberto Cauda, professore ordinario di malattie infettive alla Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma di chiarire alcuni di questi aspetti.

Cosa pensa della corsa alla produzione del vaccino? Si può davvero creare un vaccino in meno di un anno?
Qualcuno vede questa velocità con occhio critico e pensa che si tratti di un tempo troppo breve, qualcun altro, come me, invece lo vede in modo positivo dicendo che è vero che nel passato ci volevano anni e anni per arrivare al vaccino, però la disponibilità della scienza in questo momento ha permesso di arrivare a vaccini di nuova generazione come quelli con Rna. La scienza nel 2020 ha consentito di ottenere dei risultati che qualche decennio fa erano inimmaginabili. È vero che per ottenere il virus inattivato della Polio ci vollero più di 10 anni però stiamo parlando di qualcosa che avvenne negli anni Cinquanta.

Quindi possiamo stare tranquilli, si sente di dire che è sicuro? Lei si vaccinerà e perché?
Io mi sono già segnato per fare il vaccino quando sarà il mio turno. Penso sia sicuro nella misura in cui mi fido della scienza e, dal momento che sono stati presentati i risultati, soprattutto mi fido del giudizio imparziale e molto competente e indipendente di Fda e di Ema. Se i vaccini superano questo scoglio di controlli vuol dire che presentano delle caratteristiche di sicurezza ed efficacia. Le notizie che noi abbiamo fino ad ora sono molto confortanti, andrà ovviamente fatta un’attenta valutazione della fase 4 (durante la somministrazione), ma io sono molto ottimista.

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