Torino, intitolazione del distaccamento dei Vigili del fuoco volontari di Rivarolo Canavese a Pietro Martorana

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CORPO NAZIONALE VIGILI DEL FUOCO

“Questo è il simbolo della preparazione professionale del Vigile del fuoco. Su strutture come questa, che noi chiamiamo castelli di manovra, i vigili da generazioni si addestrano all’uso delle scale e imparano a vincere la paura dell’altezza e del vuoto”.
Con queste parole il comandante Agatino Carrolo ha inaugurato, sabato 3 luglio, il nuovo castello di manovra del Distaccamento dei Vigili del Fuoco Volontari di Rivarolo Canavese. Una nuova struttura che consentirà ai vigili della sede di mantenere sempre viva la loro preparazione professionale.
A tagliare il nastro con il comandante Carrolo c’era il sindaco di Rivarolo, Alberto Rostagno, il Capo Distaccamento Roberto Zaccaria e Gino Gronchi, Presidente della Federazione Europea dei Vigili del Fuoco Volontari.

Alla cerimonia è seguito lo scoprimento di una targa ricordo che intitola la struttura al compianto Funzionario Pietro Martorana, grande amico del distaccamento, scomparso lo scorso anno. Nell’occasione è stato presentato il volume “E dopo il tuono seguì il buio e poi il silenzio”, opera di Michele Sforza, vigile del fuoco di Torino in pensione. Il libro narra, in chiave romanzata ma al tempo stesso fedelissima alla ricostruzione ufficiale dell’evento e alle preziose testimonianze di due sopravvissuti all’incidente, i momenti prossimi e quelli successivi al gravissimo incidente ferroviario del 2 gennaio 1958, quando quattro vigili morirono ed altri quattro si salvarono, seppur segnati da cicatrici fisiche e nell’animo. Dopo la presentazione il Cav. Gino Gronchi ha consegnato a numerosi ospiti un attestato di benemerenza a nome della Federazione Europea dei Vigili del Fuoco Volontari.

Il ricco pomeriggio ha dato ai partecipanti la possibilità di conversare sull’incidente occorso alla squadra di Rivarolo, un evento che ancora oggi viene ricordato e celebrato dalla comunità rivarolese e dai suo vigili del fuoco con partecipazione e viva emozione per quanto accadde a Antonio Merlo, Giacomo Gindro, Domenico Porello e René Sacchi, le vittime, e a Ezio Porello, Domenico Milano, Secondo Furno e Domenico Vecchia i feriti.

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