Neuromarketing

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GIUSEPPE ROTUNDO

Il mondo della comunicazione aziendale sta attraversando una delle sue fasi evolutive più effervescenti. Il neuromarketing rappresenta una disciplina nata dall’applicazione delle pratiche neuroscientifiche al marketing. Analizza i processi irrazionali che si verificano all’interno della mente del consumatore e che, inconsapevolmente, vanno a influire sulle scelte e decisioni di acquisto. Gli ambiti di applicazione sono i più diversi. Uno è quello della comunicazione digitale. Ogni giorno gli utenti sono bombardati da un numero elevato di stimoli, sia online che offline. Tutti questi input vengono trattenuti nella memoria. Gli stimoli vengono scannerizzati inconsapevolmente dal cervello, e si creano associazioni con i diversi marchi, legandoli a determinati suoni, colori ed emozioni. Utilizzando un dispositivo come l’eye tracker, ad esempio, è possibile misurare la posizione e il movimento degli occhi: il neuromarketing individua le percentuali di resa di annunci pubblicitari on line sui quali l’utente si è particolarmente concentrato durante la visualizzazione. Un altro campo di utilizzo è nel retail o store marketing. Attraverso le tecniche del neuromarketing possono essere analizzate le composizioni dei negozi e i percorsi di acquisto dei consumatori. Seguendo i loro stimoli emozionali, influenzati dalla disposizione della merce esposta nei reparti, dai colori e dalle composizioni del packaging, produttori e gestori di punti vendita possono approntare la migliore disposizione fisica delle merci, laddove le mappature restituite dagli esperimenti del neuromarketing hanno sentenziato che si crea un maggiore impatto emozionale e dunque una maggiore predisposizione all’acquisto.

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