Il vantaggio di essere sensibili

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MARIA FERRARA

Ci sono persone più vulnerabili di altre, più soggette allo stress e per questo, più insicure. Eppure questo modo di percepire gli stimoli esterni è un gran bel dono. La predisposizione innata a sentire, pensare e comunicare in modo più differente e intenso rispetto agli altri, è ciò che distingue la persona empatica da quella insensibile.

Tuttavia c’è chi vive la propria sensibilità come un disagio al quale porre rimedio perché la considerano la causa di situazioni problematiche. La vera difficoltà invece, sta nel fatto che non sanno gestire la loro modalità percettiva e i loro limiti. Per esempio, se intorno a loro c’è confusione o agitazione reagiscono innervosendosi e lasciandosi prendere dallo stress anche con sintomi psicofisici.

Sono gli stimoli eccessivi a creare quel senso di insicurezza e di stanchezza che li porta a chiudersi in sé stessi per ritrovare l’armonia di cui hanno bisogno.

La sensibilità o l’ipersensibilità è una dote che chi la possiede può vantarla se sa però sfruttarla al meglio. Infatti chi sa di averla, è potenzialmente in grado di trarre dalla vita, più gioia, più piacere e più ricchezza interiore.

In ogni settore della vita può infatti, rivelarsi un vantaggio sia per sé stessi che per chi ci sta accanto in quanto, una sensibilità particolare può avere ripercussioni positive sul successo di un individuo.

Purtroppo ci sono persone che pur avendo una sensibilità spiccata, non la considerano una dote e pertanto non sanno gestire in modo equilibrato gli stimoli ai quali sono spesso esposti. Sono capaci di rinnegare la loro capacità empatica agendo in modo timido e riservato per adeguarsi alla massa.

Ma così facendo a poco a poco perdono il contatto con sé stessi e finiscono per essere sopraffatti proprio da quegli stimoli esterni che la loro natura rifiuta.

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