La solidarietà, prende il volo in un tappo… anche con le frecce tricolori.

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I tappi svelano la fragilità dei contenitori e amicano solidali al contenuto, non amano i compromessi e restano coerenti con i vuoti, riempiti o da svelare. Sono capaci di dare risposte alle domande e domande alle risposte, fin tanto che sempre una risposta anticiperà la domanda sul perché del proprio ruolo.

Per dirla con Confucio, l’universo è pieno di stelle ed ognuna è un buco, che fa intravedere la luce dell’universo. Ogni gesto solidale che compiamo, è un tappo che togliamo al velo che ricopre l’universo ed una stella che accendiamo. Ogni tappo è una domanda ed ogni stella una risposta.

Nei simboli alchemici, il sette rappresenta l’universalità e l’otto l’infinito, due concetti simili che rincorrono le proprie istanze, cosi come le risposte le domande e viceversa.

Per questo gli esseri umani, che ripongono i propri sogni nei segreti dell’anima, forgiano l’universalità di questa nella ricerca della loro materializzazione, trovando sempre otto risposte alle sette domande dei propri sogni.

In questa logica magnificamente umana, un minuscolo tappo di plastica riesce ad aprire vuoti incolmabili ed a chiuderne altri, veicolando solidarietà tra le persone che gli danno vita, per poi restituirla indirettamente agli stessi.

Viviana Cadamuro, ideatrice del progetto “Cohousing”, prevede la costruzione di un borgo a Fontanafredda, in quel di Pordenone, in cui case per anziani e casette per piccoli malati oncologici, si immergeranno tra il verde del bosco e i riflessi di un limpido laghetto.

A sostenerla ci sono uomini ed istituzioni, che interagiscono in una rete di solidarietà, capace di fluttuare come una corrente ascensionale e portare in quota i sogni più belli, che da soli non potrebbero altrimenti librarsi di un metro.

In questa sinergia, nasce l’intuizione di creare un filo solidale, che leghi ognuno ad un filo comune, capace di incrociare migliaia di altre intersecazioni e far coesistere in un sogno unico, la solidarietà universale.  I tappi non parlano, ma viaggiano in tutto il mondo e non c’è parte della terra che non ne contenga migliaia.

Far convogliare milioni di tappi presso il C.R.O di Aviano (Centro di Riferimento Oncologico di Aviano), fa domandare ad ognuno il perché di questo bisogno e la risposta diventa l’interazione del dialogo, fino a quando la risposta non necessita neanche più della domanda e si sostituisce a questa, veleggiando in soccorso della stessa.

Il tappo diventa l’interlocutore del dialogo a distanza, consegnando a tutti la stessa risposta. Perfino in Afghanistan, uomini e donne della 132 brigata corazzata “Ariete” di Pordenone, hanno sentito il grido di aiuto del borgo di Fontanafredda e loro, che di dolore e solidarietà si intendono molto, hanno affidato ai tappi il loro amore, inviandone migliaia al C.R.O. di Aviano.

I militari italiani si sa, sanno sparare gesti d’amore dritti al cuore, con armi che solo loro sanno maneggiare.

Così, che un generale del Friuli Venezia Giulia, certo Guarisco (Già il nome, dice molto), con molte stelle e troppo amore, visto transitare i tappi sui suoi gradi, ne ha affidato uno a tale Rudy, presidente del Club Frecce Tricolori di san Candido, che l’ha affidato al pilota del Pony 7, pregandolo di portarlo fin sopra la stella più bella.

Non è dato sapere, se è stato l’aereo delle frecce tricolori a portare in volo il tappo o questo, a portare il pilota fin sopra le stelle, sappiamo però, che allo stridere del carrello sulla pista d’atterraggio, il tappo riportava con se il carico d’amore più grande, che è la solidarietà delle Frecce Tricolori.

Esistono tanti tappi, di tante forme, il tappo più bello è quello che chiude il vuoto incolmabile del dolore ed apre l’infinito desiderio di speranza, racchiuso nel piccolo cuore di un bambino malato. Il progetto di Cohousing è il tappo a questo dolore, e la liberazione fortemente compressa, della speranza.

PATRIZIO CONGIU

Fondazione ALVISE – Borgo Cohousing – tel 3939219144

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