Una cura del linguaggio per un attaccamento sicuro dei figli

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NUNZIA FASANO

Nella famiglia i  bambini  apprendono  il linguaggio. Nel  primo anno e anche prima ancora di nascere, quella comunicazione materna di parole, di suoni, di segni sono nutrimento, come il latte ed alcune inflessioni verranno conservate per sempre, portate con sé, ovunque poi si andrà a vivere. Quando la lingua dei genitori  è  diversa, non solo relativa alla cultura di provenienza, ma a  tutti  i  vissuti esperienziali, sociali, culturali, religiosi, linguistici, crea ricchezza, ma lascia tracce linguistiche più complesse: un allargamento, una necessità di riorganizzazione del sé. 

E’ per questo che i genitori  devono essere funzionali, capaci di insegnare e pensare messaggi consapevoli, non contraddittori e confusivi. Questa abilità permetterà  ai bambini di avere un attaccamento sicuro.  La  comunicazione non solo quella linguistica ma l’analogica, l’interna, può  portare nei figli a vivere situazioni  di disagio se non sono riconosciute e rese esplicitate dai genitori. Spesso, nel mio lavoro come terapeuta dell’infanzia e adolescenza, nei primi consulti con i genitori  osservo quante dinamiche invisibili si evidenziano e tracciano percorsi di comunicazioni interrotti. Riconoscere il figlio come un essere a sé stante, avente un suo linguaggio che si addiziona a quello familiare,  è un primo passo. 

Nunzia Fasano – terapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza Tel. 347. 6611972

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