Intervista a Viviana Cadamuro Presidente della fondazione Alvise e colonna del progetto Cohousing

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a cura di Patrizio Congiu

Sono mesi, che mi crucio su tappi di plastica e solidarietà, senza riuscire a darmi una misura spaziale del ritorno solidale, che questi generano. Provo ad intercettare l’unica persona, capace di dare risposte utili a quelle che potrebbero apparirle come domande inutili.

Viviana Cadamuro, presidente della fondazione Alvise e colonna portante del progetto Cohousing, che origina nel Borgo di Fontanafredda a Pordenone (e lievita come un panettone), sta sistemando le centinaia di contenitori colmi di tappi, che giungono da ogni parte d’Italia.

La interrompo e provo a rubarle qualche risposta.

D. Buongiorno Viviana, posso distrarla dal suo impegno e farle qualche domanda?

R. Certo, quante domande intende farmi?

D. Naturalmente 7, a cui sono sicuro risponderà, però mi riservo io l’ottava risposta, alla conclusione dell’intervista.

R. Bravo, spesso non sono le domande che costruiscono le risposte, ma viceversa.

D. E’ vero. Vedo migliaia di tappi sul tavolo, ma quale valore aggiunto dà, un piccolo tappo di plastica al suo progetto di solidarietà.

R. Lei vede il tappo, in quanto entità fisica, io lo vedo in quanto entità metafisica.

D. Cioè?

R. Ad esempio, un tappo unito a tanti tappi, puo’ sostenere una borsa di studio per Infermiere di ricerca. E’ infatti grazie a tanti tappi di plastica ricevuti, che riusciamo da anni a sostenere, presso il C.R.O. (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano, una Borsa di Studio per la Ricerca.

D. Mi aiuti a capire, voi chiedete a tutti di inviarvi tappi di plastica?

R. Non proprio noi direttamente, grazie a tanti anni di lavoro, abbiamo però centinaia di persone ed associazioni che ci aiutano a ricevere i tappi.

D. Mi faccia un esempio.

R. Di esempi potrei fargliene tanti.

D. Me ne basta uno.

R. Franco Vidotto, Cavaliere di Gran Croce e fondatore del “Museo del Bersagliere” o se vuole anche “Museo Vidotto”, situato a Jesolo, ci sostiene da sempre, coinvolgendo l’intera cittadinanza e non solo.

D. Questi tappi, che nascono da iniziative nobili, immagino finiscano in altrettante iniziative nobili.

R. Esattamente, vede inizia a darsi le risposte, senza necessità di farsi le domande.

D. Ho imparato, quindi?

R. La solidarietà è come un filo d’Arianna, necessario all’umanità per uscire dal labirinto di egoismi in cui si è persa.

La nostra solidarietà non ha un punto d’arrivo prefissato, la spinta iniziale la porta nelle direzioni più impensate.

D. Ad esempio, verso i giovani?

R. Le piace vincere facile.

D. No, perché?

R. L’ho vista sbirciare le foto sul tavolo.

D. Colpito e affondato, ok di cosa si tratta?

R. La Responsabile del C.R.O. di Aviano, Luisella Lubiato ha presentato Ilaria, una giovane infermiera, la cui borsa di studio è stata interamente sostenuta con la donazione dei tappi di plastica.

Alle congratulazioni, si sono aggiunti anche gli Alpini del Gruppo Rionale di Torre, che sono il nostro filo conduttore con la Casa del Bersagliere.

D. Viviana, lei è instancabile e riesce a raggiungere obiettivi, spesso per altri impensabili, a volte non le sembra di sognare?

R. A volte si, ma i sogni sono spaccati di vita, che si realizzano quando le persone si incontrano, condividendo un progetto comune di ideali condivisi.

D. E tutto prende vita da un tappo di plastica. Pur condividendo la sua visione metafisica, si tratta pur sempre di un tappo.

R. Donare un piccolo tappo è molto di piu’ di un gesto di solidarietà, crea rete, rispetta l’ambiente e sensibilizza al riciclo consapevole. L’educazione civica parte dalle famiglie e le scuole, se ben strutturata dà poi un valore aggiunto a tutta la comunità.

D. Molti si dedicano da sempre ad iniziative solidali, ma quella dei tappi è geniale.

R. Il dono di un tappo è un esempio, ma ogni contesto materiale o immateriale, può essere oggetto e sostegno di iniziative solidali. Per noi della Sorgente Dei Sogni è uno strumento che mette in rete persone di ogni ceto e paese con l’obbiettivo di un comune interesse.

D. Quante persone sente di dover ringraziare oggi?

R. Tante, troppe. Ricordarle tutte sarebbe oggettivamente impossibile, dedicare loro un pensiero per quanto ci hanno dato in questi anni, fa commuovere e non voglio imbarazzarla. Grazie Viviana, vedere una persona commuoversi per gratitudine non mi imbarazza, anzi commuove anche me.

Lascio Viviana all’intimità dei suoi pensieri e provo a sintetizzare in una risposta, tutte le domande che avrei ancora voluto farle, perché sette domande e otto risposte, sono il leitmotiv che muove la dinamica degli incontri con Viviana Cadamuro. Certi fenomeni non nascono, perché la vita ne ha richiesto la presenza, ma è l’esistenza di queste, che dà senso al perché della vita.  

Si, credo di essermi dato una risposta.

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