Il miracolo della Bora

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Intervista a Viviana Cadamuro Presidente della fondazione Alvise e colonna del progetto Cohousing
a cura di Patrizio Congiu

Anche il 2021 è finito, svuotato fino all’ultimo secondo, come una bottiglia che lascia scendere l’ultima goccia, testardamente aggrappata alla parete interna, che rovesciata crudelmente, pretende volerla far scivolare via, grazie alla complicità gravitazionale.
Ci siamo “scolati” un altro anno, per alcuni troppo amaro per altri un po’ più dolce, e appena stappato quello nuovo.


Le sobrie ed eleganti etichette egregiamente disegnate da navigati imbonitori, ultimamente non hanno sempre premiato il contenuto delle bottiglie e tanto vale nel 2022 abbandonare illusioni inebrianti e tornare alle umili origini dell’amatissima acqua.
L’acqua non inebria, ma ci guadagniamo in salute e con l’occasione anche in solidarietà, grazie ai tappi che ne ricaviamo.
Si, perché mille e centomila tappi, riescono ad alimentare un grande circuito solidale, che una donna vulcanica è riuscita a creare.
Viviana Cadamuro è il Presidente della fondazione Alvise, che a sua volta ha creato e gestisce il progetto Borgo Cohousing di Fontanafredda (Pordenone).
Un progetto incredibile di solidarietà, che ospiterà al suo interno anziani desiderosi di vivere ed invecchiare insieme ad altri e bambini in cura oncologica, a cui non mancherà mai un sorriso e una carezza.
Viviana puoi immaginarla come un fiume in piena, un vulcano in eruzione, un meteorite in rotta di collisione con la terra, puoi immaginala come vuoi, ma non donnina mite, tutta casa e chiesa.
Viviana non fa domande e se le fa, ne fa sette, esigendo otto risposte, perché pretende sempre una risposta piuttosto che una domanda.
La risposta solidale al bisogno di aiuto.
Scorro un po’ di immagini riguardanti il vortice inarrestabile di iniziative e l’occhio mi cade sopra una enorme BOTTIGLIA rovesciata e strapiena di tappi con intorno decine di persone festanti e in posa, sotto uno striscione dei Vigili del Fuoco scritto in doppia lingua.
D. Cosa le ricorda?
R. Una foto che mi dà tanta emozione, eravamo in Veneto e facemmo un viaggio da San Pietro di Feletto fino a San Dorligo della Valle, in Friuli Venezia Giulia.
Andammo li per raccogliere la collaborazione dell’associazione Nazionale dei volontari Vigili del Fuoco (BREG).
Questi amici son meravigliosi con tutta la cittadinanza e regalano un’infinita umanità, che offrono ogni giorno a tutti.
La gente li ama da morire e quando hanno presentato il progetto della BOTTIGLIA eco-solidale, non c’è stato adulto o minore di ogni contesto sociale, che non abbia risposto alla richiesta di aiuto.
Abbiamo creato un presepe con i tappi e le scolaresche ci hanno aggiunto i loro lavoretti, era come se fossimo da sempre parte di quella comunità.
D. Immagino sia stata una bellissima esperienza e questi volontari del BREG, persone uniche e incomparabili.
R. Nel BREG non ci sono solo persone, ma anche meravigliosi amici a quattro zampe, insomma anche loro preziosi sostenitori.
D. E riempiste di tappi questa enorme bottiglia?
R. Se lei fa caso, la bottiglia non è completamente piena perché la natura ci ha fatto vivere un’esperienza inedita ma…
D. Mi lasci passare una battuta, quanta acqua doveste poi bere, per trovare i tappi per riempirla e che esperienza avete vissuto?
R. I Volontari Vigili Del Fuoco BREG hanno tanti amici su cui contare e di tappi ne hanno recuperati tantissimi, coordinati da Walter Fortarel, conosciuto al 58° Club Frecce tricolori di San Candido, lui è delizioso ed anche super attivo.
D. E’ una fortuna, avere vicino amici cosi preziosi
R. Infatti! Ci ha fatto vivere anche un’incredibile esperienza.
La sera si alzò la Bora e durante la notte si levò un rumore pazzesco proveniente dalla bottiglia.
Andammo incuriositi a guardare l’origine di quel rumore e ci accorgemmo che la Bora si era infilata nel contenitore e faceva volteggiare le migliaia di tappi in un tripudio di colori e rumori assordanti,
I tappi volteggiavano vertiginosamente e ci dedicavano la danza della solidarietà, era difficile smettere di ridere incantati.
La mattina il contenuto sembrava dimezzato e cercavamo i tappi sparsi in giro, ma in realtà non ne rea uscito neanche uno.
Si erano rifugiati uno all’interno dell’altro, come a cercare protezione da quel turbine di vento freddo.
Sembrava un monito al disordine degli uomini e l’invito a trovare invece equilibrio e conforto tra noi, proteggendoci a vicenda.
D. La natura è una maestra paziente, che traccia ogni giorno percorsi di vita da seguire, purtroppo veniamo spesso distratti dal nostro egoismo ed oggi l’ascoltiamo poco.
R. ha ragione, il nuovo progetto del BORGO ad esempio, vuole tuttavia seguire i percorsi naturali del cuore, che grazie a perseveranza e condivisione, regaleranno un sogno a tutti i bambini fragili in cura oncologica e che verranno ospitati all’interno della casetta dei ragazzi nel BORGO.
Sensibilizzare al riciclo, vuole dire per noi educare chiunque al rispetto dell’ambiente e sostenere finalità sociali, come il CRO di Aviano e il Borgo Cohousing.
D. Un’ultima domanda Viviana, crede che chiunque sarebbe in grado di dare al progetto Cohousing il proprio contributo?
R. Lei non ha fatto una domanda, si è dato una risposta.

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