Vigile del Fuoco e Vigile delle Anime – Il parroco di Canazei –Don Mario Bravin coordina i Vigili del Fuoco  Volontari – in prima linea nella tragedia della Marmolada

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LIA ALBONICO – pubblicato sul FAO N. 121

Don Mario Bravin, parroco della località turistica di Canazei, sconvolta dalla tragedia della Marmolada, ci tiene a parlare soltanto per evidenziare l’impegno dei volontari locali, non certo per la sua scelta di vita che ritiene normale e pratica da molti anni.

Parla senza celare l’emozione nell’intervista  all’Avvenire: «Fin dalle prime ore ci siamo mossi in coordinamento con il Soccorso Alpino, in particolare con le squadre dei cinofili. Dove il cane sentiva, si piantava una bandierina e noi andavamo a scavare. Questa è la modalità con cui siamo intervenuti perché sondare era impossibile. Quella roba lì – ghiaccio misto a ghiaia – è praticamente cemento. Siamo andati avanti fino a tarda ora. Abbiamo recuperato tutto il recuperabile, i feriti e le salme che abbiamo trovato scavando, oppure sotto il primo strato di ghiaccio. Poi abbiamo dovuto abbandonare la zona perché c’era questo ghiaccio estremamente pericoloso che può ancora cadere giù…».

«Questa è veramente una tragedia, nessuno si aspettava un crollo simile. Sappiamo tutti che le temperature sono in aumento, ma il sentiero era molto basso, non pensava potesse venir già una quantità così enorme di ghiaccio». Poi il pensiero va ai papà e alle mamme in lacrime incontrate nel pomeriggio: «Anche i vigili del Fuoco non si abituano mai al dolore, al trovarsi di fronte a familiari che soffrono, disperati. Ti tocca il cuore». In queste 24 ore frenetiche per il parroco c’è stato anche lo spazio della preghiera: «Un affidamento delle vittime al Signore, una preghiera per i familiari, improvvisamente di fronte ad una tragedia. Questa è una grande tragedia».

“Fino a quando nel mondo ci sarà un uomo che sa provare compassione allora l’uomo avrà un futuro”

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