Exit strategy dalla “terza guerra mondiale a pezzi”. Il memorandum di pace del Papa

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Solo il dialogo consente la pace. “In nome di Dio, fermate la guerra”. Nel libro curato da Hernán Reyes Alcaide è racchiusa la strategia “no war” di Francesco. Il Papa cita il poeta Virgilio: “Non dà salvezza la guerra”. E stigmatizza la barbarie che “abita i conflitti tra fratelli, compatrioti e paesi”. Perché la guerra è “il segno più chiaro della disumanità”. Per anni “non abbiamo prestato orecchio alle voci di uomini e donne che si prodigavano per fermare ogni tipo di conflitti armati”. Il Pontefice richiama i suoi predecessori che hanno definito la guerra “un flagello”. Una “inutile strage” che “mai” può risolvere i problemi tra le nazioni”. Si tratta sempre di “una sconfitta dell’umanità“. E con la guerra “tutto può essere perduto”. Da ciò deriva l’appello di Francesco a mettere fine a una “follia crudele”. La cui persistenza è il “vero fallimento della politica”. In ogni epoca, la pace è insieme dono dall’alto e frutto di un impegno condiviso. C’è, infatti, una “architettura” della pace. Dove intervengono le diverse istituzioni della società. E c’è un “artigianato” della pace che “coinvolge ognuno di noi in prima persona“.

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