Italia e altri 16 sotto monitoraggio Ue per squilibri

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A medio termine, l’Italia con altri otto Stati membri, potrebbe affrontare “elevati rischi per la sostenibilità di bilancio“. Lo segnala la Commissione Ue nell’Alert mechanism report. “I paesi con i più alti indici di indebitamento sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti nelle condizioni di finanziamento. In uno scenario di aumento di 1 punto percentuale del differenziale tra crescita e interessi, il debito aumenterebbe di oltre 10 punti percentuali del Pil entro il 2023 in Italia, Grecia, Spagna e Portogallo”.

L’Italia è tra i dieci Paesi che tornano sotto monitoraggio della Commissione Ue per eccessivi squilibri macroeconomici. In base all’esito dell’analisi compiuta dall’esecutivo europeo nella Relazione sul meccanismo di allerta (Alert mechanism report) dovrà essere oggetto di una revisione approfondita (in-depth reviews) per valutare l’evoluzione della situazione. In totale sono 17 gli Stati membri su cui verranno fatti esami approfonditi.

“In Italia rimangono invariati i timori legati all’elevato rapporto debito pubblico/Pil”, segnala la Commissione Ue. L’indebitamento “rimane elevato” e sebbene sceso al 150,3% del pil nel 2021 “dovrebbe rimanere ben al di sopra del livello del 2019”. Il deficit, ridotto al 7,2% nel 2012, “si prevede che continuerà a ridursi. Ma i differenziali dei rendimenti si sono discostati “notevolmente” dalla media dell’eurozona aumentando i costi di finanziamento: “I rischi per la sostenibilità fiscale sono elevati nel medio termine”, segnala la Commissione. ANSA

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