Cartelle esattoriali: verso una nuova pace fiscale – Lo studio legale che ti supporta per le problematiche tributarie

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DARIA COLICA – VALERIA ZUCCARELLO

Il Consiglio dei Ministri sta predisponendo in questi giorni il disegno di legge recante il Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025 oltre all’aggiornamento del Documento programmatico di bilancio.

Pertanto la bozza  della Legge di Bilancio 2023 si appresta a iniziare l’iter parlamentare che dovrebbe ottenere la definitiva approvazione entro la fine dell’anno.

Con tale Legge verrà finanziata una nuova pace fiscale che prevede sia lo stralcio automatico delle c.d. “mini” cartelle con importo fino a 1.000,00 euro sia la rottamazione delle cartelle affidate per il recupero all’Agente della riscossione fino al 30 Giugno 2022.

Il Governo pertanto rispetto alla previsione iniziale di ricomprendere nella pace fiscale soltanto i debiti iscritti a ruolo fino al 31 Dicembre 2017, ha cambiato idea ammettendo alla rottamazione il maggior numero dei debiti.

Più precisamente nella nuova sanatoria rientreranno i ruoli consegnati formalmente dagli Enti creditori all’ADER entro il 10 Luglio 2022 ma comunque trasmessi entro il 30.06.2022. Inoltre novità rispetto alle rottamazioni precedenti, è il fatto che il contribuente sarà tenuto a pagare solo l’imposta contestata senza dover pagare oltre alle sanzioni come già previsto, anche gli interessi e l’aggio di riscossione.

Restano ferme per tutte le altre cartelle esattoriali (ad esempio quelle aventi importi superiori rispetto a quelle per le quali è stata prevista la cancellazione automatica)  le norme relative ad eventuali impugnazioni laddove sia possibile per il contribuente dare prova della illegittimità delle stesse in fatto ed in diritto.

Recentemente per esempio la Commissione Tributaria Provinciale Roma Sez. 20 con la Sentenza n. 10571 del 16.12.2020 si è pronunciata in merito alla inesistenza della notifica a mezzo PEC da sito non ufficiale degli atti tributari sostanziali e processuali e in quanto inesistente non suscettibile di alcuna sanatoria.

In tal caso è dunque possibile in via preliminare sollevare dinanzi l’Autorità giudiziaria competente, la questione della nullità della notifica a mezzo pec dell’atto impugnato per violazione della normativa in materia di notifica degli atti a mezzo posta certificata in quanto effettuata da indirizzo pec non ufficiale.

In tal caso potrebbe derivare inoltre, l’illegittimità delle sanzioni iscritte a ruolo e nel merito l’illegittimità della pretesa da parte dell’Ente impositore. Più dettagliatamente la notifica a mezzo pec delle cartelle esattoriali da parte dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione deve provenire da un indirizzo di posta certificata di cui all’elenco ufficiale “IPA” (Indice delle Pubbliche Amministrazioni), ossia protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it.

Avv. Daria Colica e avv. Valeria Zuccarello (Vedi Rubrica sul Portale www.ilfaroinrete.it). Tel 347 9368029

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