Il privato in sanità. La vera posta in gioco

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Come è noto … “La repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”, recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana.

Lo stato dovrebbe garantire questo “diritto” attraverso il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), che consente a tutti i residenti in Italia l’accesso alle cure e dovrebbe far sì che la salute sia un “bene universale e fruibile” da parte di tutti i cittadini, come ribadito dal Presidente On. Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno.

Il SSN esiste in Italia dal 1978, quando sotto il Governo Andreotti, su proposta della Ministra della sanità Tina Anselmi, fu approvata la legge 833. Provvedimento che sopprimeva il sistema mutualistico in vigore fino a quel momento e che si basava su “casse mutue” legate alle diverse categorie di lavoratori, e istituiva il SSN, basato su “universalità, uguaglianza ed equità”. In base a questi princìpi le prestazioni sanitarie furono estese a tutta la popolazione. Attualmente i servizi del SSN sono erogati dalle Aziende Sanitarie Locali (ASL), dalle Aziende Ospedaliere, ma anche dalle strutture private accreditate”. Tutti questi soggetti erogatori dovrebbero garantire la fruizione da parte di tutti i cittadini e i residenti a qualsivoglia titolo dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

quotidiano.it

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