Solenne celebrazione a San Paolo fuori le Mura in Roma in onore di Salvo D’Acquisto, riconosciuto venerabile con decreto firmato dal Sommo Pontefice Francesco il 24 febbraio scorso
GIORGIO G. BOTTARI
Oltre mille persone hanno partecipato oggi, 12 marzo, a Roma, alla cerimonia presieduta dal cardinale Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, che si è tenuta presso la Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Erano presenti il Comandante Generale dell’Arma Salvatore Luongo, rappresentanze il vice presidente del Senato Licia Ronzulli, il sottosegretario all’Interno, onorevole Wanda Ferro, oltre ad altre autorità militari e religiose, il fratello e i familiari di Salvo D’Acquisto, insieme a carabinieri in servizio e non, familiari dei caduti, scolaresche, e tanti commossi invitati.
Prima della messa, che è stata concelebrata da Semeraro insieme all’arcivescovo ordinario militare per l’Italia, Santo Marcianò, lo stesso Comandante Generale ha ricevuto dalle mani del Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi copia del decreto del 24 febbraio che ha riconosciuto la venerabilità del vice brigadiere napoletano ucciso dai nazisti nel 1943, donando la sua giovane vita per salvare 22 innocenti, e che porterà alla sua proclamazione come beato. Il decreto era stato autorizzato dal Papa nel Policlinico Agostino Gemelli, dove è ricoverato dal 14 febbraio. E proprio il titolo del documento papale “rimanda” alle parole di Gesù, nel Vangelo di Giovanni: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici”, ha fatto notare il cardinale Semeraro.
Il Cardinal Semeraro ha voluto sottolineare che la testimonianza di Salvo D’Acquisto dà “fecondità alla nostra vita” che, per essere piena, deve essere fatta di scelte, soprattutto quando la tendenza a lasciarsi vivere dalle mode sembra preponderante.
Quello del giovane carabiniere “è un gesto di carità eroica, che è culmine di una vita autenticamente cristiana. E lo dimostrano anche le sue ultime parole: Una volta si nasce e una volta si muore… Il mio dovere l’ho fatto. Per quanto io ho detto spero che voi sarete salvi. Io devo morire”.
E proprio entro la carità “dobbiamo leggere il gesto con il quale Salvo D’Acquisto ha anteposto quella altrui alla propria salvezza”. Un gesto da inserire “nel contesto della esemplare sua vita cristiana” e in quella “vita militare”, “volontariamente intrapresa”, come aveva scritto ai suoi genitori nel 1939, una “vita attiva che sviluppa forza e energia”.
Tantissimi anche i fedeli che hanno volto ricevere l’Eucarestia, partecipando personalmente a questo evento di Fede nel ricordo di chi come Gesù Cristo ha voluto donare se stesso per gli altri.
Per Salvo D’Acquisto, dichiarato venerabile dalla Chiesa, attendiamo adesso che si finalizzi al più presto il processo di beatificazione.





