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Il Coordinamento Romano “ No Antenne Senza Pianificazione” si oppone al far west delle antenne  

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VITTORIO CARTA

A metà febbraio 2024 a seguito di una proposta di compagnia telefonica d’istallazione di un’ antenna 5g nel palazzo, un gruppo di condomini di Via Gregorio Curbastro, di Nuovo Trastevere, tra Marconi e Monte Verde ha deciso di fondare un comitato spontaneo, inizialmente di una decina di persone, per evitare che nei palazzi del quartiere venissero installate antenne 5G, il Comitato è stato chiamato Giuseppe Garibaldi di Nuovo Trastevere. In poche settimane la partecipazione si è ampliata fino ad arrivare a 30 partecipanti ed un centinaio di persone che si interessarono a portate avanti iniziati vedi sensibilizzazione, dai porta a porta dei flayer, a parlare alle persone per spiegare i problemi, reputando le nuove installazioni di antenne non necessarie perché gli effetti delle emissioni delle onde 5G sulla salute incerte. Dai primi di Ottobre collabora poi con un comitato di quartiere che esiste dai primi del 2000, riuscendo così a bloccare l’istallazione di antenne RSB 5g nell’ intero quartiere Nuovo Trastevere.

La nostra storia non è isolata, difatti sin dall’ inizio di Gennaio 2025 si forma una rete di comitati Romani i quali chiedono di reintrodurre le garanzie che prima esistevano sul regolamento comunale abrogato in materia di antenne di telefonia, e di reintrodurre le Aree Preferenziali, creando un dialogo con la cittadinanza, affinchè l’installazione delle antenne RSB 5G non sia calata dall’alto ma condivisa, nel rispetto dei limiti di legge in materia di elettrosmog e nel rispetto dei diritti dei cittadini.

Sono in tanti che dicono no al proliferare di antenne RSB 5G senza una pianificazione che coinvolga tutto il territorio comunale di Roma costituendosi in comitati spontanei dove partecipano anche persone dello spettacolo tra cui l’attore Pierfancesco Favino.

 L’assenza di una bilanciata pianificazione da parte del comune fa si che proliferi in modo selvaggio l’installazione di antenne senza una logica di vera utilità per il cittadino, a favore invece solo degli interessi di parte delle compagnie telefoniche che in questo modo finiscono per avere totale campo libero. Ma   favorite anche  dalla legge nazionale che  porta i limiti di emissione da 3,6-3,8GHz a 26,5-27,5GHz  considerandole come infrastrutture di pubblica utilità, con l’evidente contraddizione, però di lasciarle ogni scelta riguardante l’installazione delle stesse e alla loro gestione, anziché vedere la partecipazione di  un soggetto pubblico.

Questo è il vero punto del problema per cui il comitato si batte: è che ad oggi manca una regolamentazione. Con la delibera capitolina di modifica dell’art.105 co4 delle Norme Tecniche di Attuazione del PRG (DAC169/24) viene cancellato il riferimento al Piano di localizzazione delle antenne. Il coordinamento dei comitati chiede infatti un regolamentazione più stringente, in cui sia il Comune che indichi in modo puntuale le aree dove si  possano istallare e dove invece sia vietato, anche alla luce del fatto che la legge nazionale parla di servizi d’interesse pubblico, tenendo presente sempre i siti sensibili di scuole ed ospedali dove dette installazioni dovrebbero essere vietate.

Quartieri periferici come Torre Maura, Giardinetti, Castel di leva,Bagboletto, Ostia, Laurentino, Cassia  ma anche piu’ centrali come Marconi, Monteverde Nuovo e Vecchio, San Saba, Celio, Testaccio, si trovano  da un giorno all’ altro montare antenne anche di 30 metri  senza nessun coordinamento pubblico o informazione nonché condivisione con la popolazione, poiché la scelta è dei singoli cittadini proprietari del terreno o di condomini.

Proprio per questo è stata presentata una mozione nei municipi VII e X  ed in assemblea capitolina all’osservazione dell’Art.105 comma 4 dove si chiede di cambiare i limiti della valutazione alle onde elettro magnetiche che è stata spostata dai 6 minuti alle 24 ore. Questo comporta un fatto sostanziale in quanto verrebbero calcolate le ore notturne dove le attività di emissione elettromagnetiche cessano e quindi vengono falsati le analisi di emissione sul corpo umano calcolando nella media le ore di inattività, facendo abbassare cosi il valore medio di emissione in cui il corpo umano è soggetto.

Il Coordinamento Romano “ No Antenne Senza Pianificazione ” ha organizzato diversi incontri pubblici con professori universitari, come Mario Barteri professore ordinario di chimica fisica a La Sapienza e  biologi del CNR,  dove si chiede di far applicare la normativa di tutela superiore che viene applicata nei paesi Ue.

Il comune di Roma a gennaio si propone come il primo Comune con copertura totale del territorio comunale , a zero impatto visivo, tramite l’installazione di 2000 micro  antenne da collocarsi nei lampioni, nei cartelli e dentro le metropolitane, ma ad oggi ancora vengono istallate antenne nei tetti dei palazzi  a forte  impatto visivo. Le emissioni di onde elettromagnetiche 5G sono  piu’ intense delle altre 4G. Tali onde studi alla mano dimostrano  che fino ad una distanza fino a 150 metri  dalle abitazioni provocano vari effetti negativi sulla salute, specie a soggetti sensibili e fragili, senza tener presente che il valore degli immobili diminuisce fino ad un 20%  solo per la questione dell’impatto visivo.

Il comune partecipa al progetto 5G con 20milioni di euro (su 100milioni che servono) mentre il resto dell’investimento è di Inwit, compagnia privata che dovrà gestire la totalità dell’ installazione delle antenne, è legittimo a questo punto domandarsi  se è questo il modo in cui gli interessi di un imprenditore privato, mosso da motivi economici,  possano conciliarsi con i legittimi interessi della collettività.

Il Municipio X ha presentato una mozione, fatta propria anche dal I e VII municipio, votata prima nel Consiglio municipale, poi presentata in Assemblea Capitolina, che chiede il ripristino al riferimento al Piano territoriale della telefonia mobile, quale parte integrante del regolamento approvato con D.A.C. n.78/2024, al fine di garantire una seria pianificazione a tutela dei cittadini dall’assalto elettromagnetico ai quartieri romani siamo fiduciosi affinchè tale mozione sia votata dal maggior numero di romani.

                                                                                                                                                        

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