cronaca

Gaza, l’Onu: “Non c’è più farina”. Israele espande l’offensiva: “Conquistare vaste aree”

Il caso dei quindici operatori umanitari uccisi la settimana scorsa nel quartiere di Tel al-Sultan, a Rafah, nella zona sud di Gaza, sta facendo breccia nella comunita’ internazionale. Germania e Regno Unito hanno condannato la loro morte chiedendo un’inchiesta, all’indomani del duro atto di accusa lanciato dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

Il ministro degli Esteri britannico David Lammy ha definito Gaza il posto piu’ pericoloso al mondo per gli operatori umanitari, con oltre 400 morti nella Striscia. “Le recenti morti sono un duro promemoria. I responsabili devono essere puniti”, ha affermato il capo del Foreign Office, in occasione del primo anniversario dell’uccisione di sette operatori umanitari della World Central Kitchen durante un attacco israeliano nell’enclave palestinese.  

Si è fatto sentire anche il ministero degli Esteri tedesco, convinto che “sia necessaria un’indagine approfondita sugli eventi”. Quanto avvenuto a Rafah è “scioccante”, ha sottolineato una portavoce di Berlino, ribadendo che il personale medico e gli operatori umanitari non dovrebbero mai essere bersaglio di attacchi. Domenica scorsa la Mezzaluna Rossa palestinese ha recuperato i corpi di otto dei suoi medici, più sei membri dell’agenzia di Difesa civile di Gaza, gestita da Hamas, e un dipendente dell’Unrwa, mentre un altro medico della Mezzaluna Rossa risulta ancora disperso.

Ieri l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha “condannato l’attacco dell’esercito israeliano contro un convoglio medico e di emergenza il 23 marzo, che ha causato l’uccisione di 15 membri del personale medico e umanitario a Gaza”. “La scoperta dei loro corpi, otto giorni dopo a Rafah, sepolti vicino ai loro veicoli distrutti, chiaramente contrassegnati, è profondamente inquietante”, ha aggiunto.

https://www.rainews.it/maratona/2025/04/guerra-gaza-onu-chiude-panifici-manca-farina-usa-mandano-altra-portaerei-netanyahu-a-budapest-crimini-di-guerra-be04afa5-ea4e-4d3a-9f90-4aceee1024cc.html

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