Incendio in ospedale a Luino: nessun ferito. «Ma ci sono danni seri alla struttura, agibilità da valutare»
Il principio d’incendio è avvenuto in corrispondenza di un serbatoio di biossido di cloro. Il rogo si è sviluppato in un’area esterna del padiglione centrale.
Incendio nel primo pomeriggio di mercoledì all’ospedale di Luino, in provincia di Varese dove intorno alle 13.30 i vigili del fuoco sono intervenuti per fiamme che si sono sviluppate in un locale tecnico: il rogo è stato domato e non ci sono feriti. Tuttavia «l’incendio ha provocato seri danni ad alcuni servizi essenziali della struttura, gli stessi operatori stanno quindi valutando l’agibilità di alcune parti dell’ospedale», spiegano i vigili del fuoco. In una nota la direzione dell’Asst dei Sette laghi, di cui fa parte il «Luini Confalonieri» spiega che l’incendio si è sviluppato in un’area esterna del padiglione centrale.
«Il principio d’incendio, avvenuto in corrispondenza di un serbatoio di biossido di cloro, per quanto tempestivamente spento dall’intervento dei vigili del fuoco ha danneggiato i locali di una vicina sottocentrale termica che serve alcuni servizi dell’ospedale». La direzione aziendale, che conferma l’assenza di feriti, si è attivata insieme agli altri uffici per verificare i danni. «In particolare, a causa della mancanza di acqua calda nel reparto di Medicina generale, i pazienti ricoverati saranno accolti in due aree di degenza libere dello stesso padiglione».
La mancanza di acqua calda riguarda anche il blocco operatorio e, a questo proposito, «l’ufficio tecnico sta valutando come intervenire per bypassare il problema, che si dovrebbe risolvere entro fine settimana». Più delicata la situazione della Radiologia, dove invece manca l’alimentazione elettrica. «Sono in corso le valutazioni per risolvere il problema ed è stata avvisata Areu affinché non trasporti pazienti nel Pronto Soccorso di Luino fino al ripristino della funzionalità della Radiologia. Per lo stesso motivo, si invitano gli abitanti del territorio, in caso di necessità, a privilegiare altre sedi a cui rivolgersi in questi giorni».

