VIDEO – Israele crea una “kill zone” per isolare Gaza. L’Idf bombarda ancora, decine di morti
Nei bombardamenti colpita anche la tenda dei giornalisti vicina all’ospedale di Khan Younis: morti due reporter, una decina i feriti. Secondo le autorità palestinesi, in venti giorni sono stati uccisi almeno 460 bambini. E continuano a non entrare gli aiuti internazionali: «Non entrerà neanche un chicco di grano», promette il ministro Smotrich
L’esercito israeliano continua ad attaccare e avanzare nella Striscia di Gaza. Ad un ritmo sempre più serrato. Nei raid condotti nella notte è stato bombardato il quartiere di Deir el-Balah, da dove Hamas domenica sera aveva lanciato almeno 10 razzi. Solo nelle ultime quarant’otto ore sono decine i morti, ben oltre cinquanta, e almeno 140 feriti.
L’obiettivo è chiaro: svuotare la Striscia, in un modo o nell’altro. Secondo l’organizzazione per i diritti umani Breaking the Silence, le Forze di difesa israeliane controllerebbero ormai più della metà del territorio gazawi. L’esercito ha inoltre creato un nuovo corridoio di separazione all’interno dell’enclave palestinese, il “corridoio Morag”. La creazione di questa ulteriore linea di separazione era stata annunciata il 2 aprile dal primo ministro Benjamin Netanyahu, quando aveva dichiarato di aver «cambiato marcia a Gaza».
Il ministero della Salute della Striscia insiste ad aggiornare la conta delle vittime: dalla ripresa dell’offensiva israeliana, il 18 marzo, sono stati uccisi 1.391 palestinesi e 3.434 feriti, mentre all’inizio della guerra, 50.752 palestinesi sono stati uccisi e 115.475 sono rimasti feriti. Non solo: i media arabi riferiscono che sempre secondo l’ufficio stampa del governo di Gaza, nella Striscia negli ultimi 20 giorni sono stati uccisi 490 bambini. Una strage senza fine.

