Conflitti e pace in azienda: da rischio a opportunità.
GIUSEPPE ROTUNDO
Non solo gli scenari politici globali sono attraversati da controversie, conflitti e tentativi di negoziazione. Fatte le dovute proporzioni, anche gli ambienti lavorativi, essendo ecosistemi umani popolati da individui con personalità e aspettative differenti, possono essere luoghi di generazione di conflitti che, se non riconosciuti e gestiti correttamente, rischiano di mettere in pericolo il benessere dei dipendenti e la produttività dell’azienda.
Le controversie all’interno delle organizzazioni, possono sorgere a partire dalle semplici differenze caratteriali, passare per incomprensioni comunicative e peggiorare a causa di carichi di lavoro sbilanciati e risorse limitate per il raggiungimento degli obiettivi oltre che per aspettative non allineate fra management e dipendenti e per una distribuzione nebulosa di ruoli e responsabilità. Se trascurati a lungo e non affrontati, incomprensioni e conflitti portano inevitabilmente malessere, demotivazione e cali di rendimento, fino a condurre spesso chi ne ha la peggio, all’abbandono della stessa organizzazione.
Un approccio efficace ai contrasti e alla loro positiva risoluzione potrebbe trasformare le tensioni in occasioni di crescita e miglioramento non solo delle parti in causa ma anche della stessa organizzazione. Un buon capo azienda e buoni manager sono tali se in grado di intercettare con il necessario tempismo l’insorgere di un conflitto disfunzionale. Dovrebbero inoltre essere dotati di capacità negoziale per trovare un punto di incontro che soddisfi entrambe le parti ed essere in grado di mediare attraverso una continua disponibilità al confronto, un ascolto attivo delle rispettive istanze e un dialogo costruttivo che eviti arroccamenti e polarizzazioni nelle reciproche richieste. Lavorare per un’organizzazione orientata alla pace e alla cooperazione, creando ambienti inclusivi e comunicazioni trasparenti, potrebbe portare non solo alla prevenzione nell’insorgenza di conflitti ma anche ad una cultura organizzativa attrattiva per nuovi talenti in cui le parole d’ordine siano creatività, collaborazione, innovazione e produttività.

