Presentazione del libro “Superbonus 110% 2020 – 2025” a cura di Sabrina Nanni
GIORGIO G. BOTTARI
Il convegno ha avuto luogo l’8 maggio u.s., proprio negli stessi minuti in cui il mondo veniva a conoscenza della fumata bianca in Vaticano che annunciava la proclamazione del nuovo Papa.
Ha aperto i lavori del convegno Dario Nanni, Responsabile incaricato per il Giubileo 2025 del Comune di Roma, con un saluto ai convenuti presso la Sala David Sassoli di Palazzo Valentini. Nella sua introduzione ha citato il particolare momento storico, quello dell’anno del Giubileo, e dell’imminente elezione del nuovo Papa. Per entrare in argomento sul tema del convegno è stato citato il caso di Roma, la seconda città europea per dimensioni, con la sua storia plurimillenaria, il suo patrimonio architettonico, ed il più grande centro storico del mondo.
Sempre in ambito istituzionale ha poi preso la parola Mario De Sclavis, Comandante della Polizia Locale di Roma. Tanti gli impegni per tale Corpo di Polizia, che vanno da dal già citato Giubileo, alle chiusure create dalla metro C, proprio qui a Piazza Venezia, ma che sarà la più bella di Roma e probabilmente d’Europa. Ha ricordato che la crescita urbanistica di Roma negli anni 60 e 70 aveva arrecato problemi di difficile soluzione. Il Superbonus, che era nato nell’anno del Covid, motivato da obiettivi di spinta efficienza energetica e sismica dei fabbricati, rilancio e ripresa economia settore edilizia, inizialmente non aveva dato il successo atteso, con pochissime domande nel promo anno. Prima di tutto perché richiedeva come condizione la conformità urbanistica dell’immobile. L’anno successivo la legge era stata modificata richiedendo solo la regolarità iniziale del fabbricato, senza planimetrie e disegni, solo la presentazione di una CILAS (CILA Superbonus). Di qui le armi spuntate per ogni controllo, ed una enorme quantità di domande presentate nel secondo anno. Poi truffe, false fatturazioni, società costituite a scopo di arricchimento illecito, e controlli difficili da parte della GdF. Tali Illeciti, pur in gran parte prescritti dal punto di vista penale, rimangono però dal punto di vista amministrativo, sanabili con sanzioni amministrative e/o presentazione di SCIA.
Proprio per parlare dei reati connessi con l’argomento del convegno, è quindi intervenuta Cristina Mercurio, avvocato penalista, che ha assistito privati, condomini e imprese. La sua opinione sul Superbonus, nato in un periodo storico difficile, è che sia stato sicuramente uno strumento audace e ambizioso per gli obiettivi prefissi. “Certo sono state così tante le criticità poi emerse” – ha aggiunto l’avv. Mercurio – “che oggi il Superbonus si potrebbe definire un crepuscolo normativo“. Le caratteristiche originarie, stabilite nell’ambito dell’Decreto Rilancio del 2021, furono infatti modificate già allo scadere dello stesso anno, con semplificazioni che portarono ad abusi e successive azioni correttive negli anni a seguire. Per poi arrivare ad una sostanziale riduzione dei benefici se non per i SAL antecedenti il 31/12/2023.
Le principali patologie emerse sono consistite in richieste risarcitorie per lavori iniziati e mai finiti, o eseguiti male, e perdita di chance; situazioni di insolvenza delle imprese, fino al fallimento di società; le irregolarità urbanistiche rilevate sono scaturite in contestazione di reati penali, spesso con responsabilità di progettisti e direttori dei lavori. Alcune sentenze sono state a favore di chi ha perso opportunità e benefici. Primi strumenti di tutela sono i contratti e la documentazione tecnica e fiscale.
Ha poi espresso le sue considerazioni l’architetto Luigi Cacciatore, responsabile dell’area tecnica di Confabitare, il sindacato di proprietari più vasto d’Italia. L’architetto Cacciatore ci ha riferito che, secondo i dati diffusi da ENEA, con il Superbonus sono stati spesi circa 125 miliardi per quasi 500.000 costruzioni (solo il 4,0% del totale delle costruzioni italiane). Questi numeri evidenziano un trascorso che chiaramente ci racconta di un fallimento dell’iniziativa rispetto agli obiettivi preposti. A cui si aggiunge che ad oggi almeno 30.000 imprese hanno dovuto chiudere proprio per problemi finanziari creati dal Superbonus. Comunque si era trattato, pur nella sua imperfezione, di un intervento necessario: oltre il 50% del patrimonio edilizio italiano è stato infatti costruito prima dell’entrata in vigore delle prime norme antisismiche, e prima del 1974 con le prime norme criteri di efficienza energetica. Dunque una grande necessità di lavori di efficientamento.
Nelle regioni dove ha principalmente operato il suo studio, sempre citando i dati diffusi da ENEA, ci sono stati: nel Lazio, dove si contano circa 800.000 immobili ad uso residenziale, 38.700 asseverazioni (il 4,8%), e in Abruzzo con circa 350.000 immobili ad uso residenziale, 15.000 asseverazioni (il 4,3%), in entrambi i casi superiori alla media italiana. Tante opportunità ed una importante palestra per il team che ha lavorato nello studio, che è riuscito ad operare bene e con soddisfazione, mantenendo attenzione alla qualità e alle norme, evitando di esagerare per lanciarsi in troppi progetti e troppo grossi.
A conclusione dei lavori del convegno è stata la stessa Sabrina Nanni a stimolare una sessione interattiva di domande e risposte. Il suo testo “Superbonus 110% 2020 – 2025” parla delle normative e come cautelarsi. “Ci sono ancora dai 20.000 ai 40.000 cantieri in sospeso” – dice l’autrice del libro – “ed i problemi vanno finalmente risolti, agendo nel minor tempo possibile.”



