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Libia, il primo ministro scarica Almasri: “Mai chiesto l’estradizione all’Italia, è un criminale”

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Nel video, reso pubblico in Europa dal collettivo Refugees in Libya, che denuncia da sempre i crimini dei miliziani libici, che negli anni hanno assunto ruoli di potere enormi in Libia, il primo ministro Dabaiba ha parlato dei crimini di Almasri. “Najeem Almasri è ricercato dalla Corte Penale Internazionale, non ho chiesto la sua estradizione dall’Italia – ha detto Dabaiba – siamo rimasti sorpresi dal rapporto della CPI sui suoi crimini, avrebbe stuprato una ragazza di 14 anni, come possiamo fidarci di una persona del genere? Pubblicherò il rapporto che ho ricevuto su di lui e sui crimini che ha commesso”.

Oltre a scaricare di fatto quello che è stato fino a pochi giorni fa il capo della polizia giudiziaria libica, il premier ha anche smentito quella che è stata la memoria presentata dal governo italiano alla CPI rispetto alla mancata consegna di Almasri, quando era stato fermato in Italia nel gennaio scorso. Lo scorso 6 maggio infatti, nel documento inviato da Roma a l’Aja, c’era scritto che l’Italia aveva dato precedenza alla richiesta di estradizione avanzata dalla Libia, per questo lo aveva rispedito a Tripoli.

Gli eventi degli ultimi giorni si susseguono ad un ritmo incessante a testimonianza di una operazione articolata, probabilmente pianificata da qualche tempo. Mentre le milizie armate della Brigata 444, provenienti da Misurata, armati con equipaggiamento turco ed addestrati da contractor italiani, sono entrati in città per fare “pulizia”, il governo di Dabaiba si è impegnato a riconoscere la giurisdizione della CPI fino al 2027 per i crimini commessi in Libia dal 2011. L’impegno è avvenuto il 12 maggio, lo stesso giorno dell’assassinio di Al Khikli. Dopo la morte del potente boss, è scattata la caccia ad Almasri. La brigata 444 di Misurata ha iniziato a scontrarsi nelle strade di Tripoli con la Rada, la milizia di Almasri.

Due giorni fa il procuratore della CPI, Kharim Khan ha chiesto alla Libia di consegnare Almasri dando seguito al mandato di cattura internazionale che pende nei suoi confronti. Il video messaggio di Dabaiba arriva dunque in risposta alla CPI. Alcune delle cose dette dal primo ministro libico faranno sicuramente discutere. Innanzitutto perché Dabaiba ha detto di non conoscere quello che fino a pochi giorni fa era il capo della polizia giudiziaria del paese che governa. “Non lo conosco, non l’ho mai incontrato prima” ha detto il primo ministro libico. Eppure qualcuno deve avercelo messo a capo delle prigioni lager dove vengono torturati i migranti. Ed ha aggiunto: “Siamo sorpresi da chi lo difende. Ho avuto pressioni da più parti ed anche dall’ambasciata italiana per il suo rilascio”.

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