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Morto per le ferite il padre di Adam. «Era in condizioni disperate». Nel bombardamento israeliano erano stati uccisi anche gli altri 9 figli

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Il messaggio: «Hamdi non ce l’ha fatta». Hamdi, 40 anni, è il dottor al-Najjar, marito della pediatra Alaa, padre di Adam, 11 anni, e padre di nove figli morti nel raid israeliano che il 23 maggio ha colpito la loro casa di Khan Younis. «Il dottor Hamdi al-Najjar è morto a causa delle ferite riportate dopo che l’occupazione israeliana ha bombardato la loro casa nel sud di Khan Younis, unendosi ai suoi nove figli uccisi prima di lui. Un’intera famiglia, tutta scomparsa, tranne la madre addolorata e il figlio ferito», ha scritto Muneer Alboursh, direttore generale del Ministero della Salute di Gaza.

Dal Nasser Hospital in cui era ricoverato da dieci gironi in terapia intensiva, ci dicono che nella notte hanno fatto il possibile per salvarlo, ma che poi nelle prime ore della mattina hanno annunciato la morte. Chi ha visto la moglie e pediatra Alaa racconta che è annientata dal dolore. 

Sin dall’inizio si era capito che le condizioni di Hamdi erano disperate, ma tutti intorno a lui hanno sperato e pregato fino all’ultimo che si salvasse. Quando tramite la famiglia al-Najjar siamo riusciti a metterci in contatto con Alaa, ci aveva fatto sapere che nel bombardamento Hamdi «ha subìto una lesione cerebrale e una lesione alla spalla, oltre che al polmone sinistro. È stato sottoposto a tre interventi al cervello e una parte del polmone gli è stata asportata a causa di sei ferite da schegge». 

Aveva aggiunto questa preghiera: «Chiedo a Dio di guarirlo e di restituirgli la salute». Ma il Nasser Hospital è un altro ospedale devastato dalla guerra. Dottor Omar Gharieb della ong Rahma che ha passato gli ultimi giorni al Nasser racconta in un video arrivato al Corriere che «non ci sono antibiotici, antipiretici, non ci sono strumenti sterilizzati. I medici qui fanno miracoli con poco». 

Per questo, solo ieri, Alaa ha accolto la proposta del nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani di venire in Italia a curare Hamdi e Adam, gli unici due superstiti del raid israeliano. Ieri sera era tardi quando il Corriere ha parlato con la nipote e dottoressa Samah al-Najjar. La donna ha condiviso la felicità dell’intera famiglia per la proposta italiana che deve essere autorizzata dalle autorità israeliane, e ripeteva: «Vogliamo che Adam, Hamdi e Alaa stiano insieme». Ora, sui social, gira un video in cui Samah saluta per l’ultima volta lo zio.

Sempre il dottore di Rahma racconta che «ero al pronto soccorso quando sono arrivati Adam e Hamdi. Abbiamo subito intubato e sedato il padre. Grazie al cielo, Adam era in condizioni migliori e ora è sveglio e riesce a parlare. Hamdi ha subito gravi danni cerebrali. La famiglia al-Najjar urlava disperata, Alaa ripeteva Dio è grande».

https://www.corriere.it/esteri/25_giugno_01/morto-padre-adam-gaza-dd1386a5-535b-4e90-b40e-dcac717aaxlk.shtml?refresh_ce

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