“Lavoriamo sotto stress e veniamo anche aggrediti e insultati”: la denuncia dei vigili del fuoco
Non solo medici e personale sanitario. Carabinieri, polizia. Camice o divisa, cambia poco. Ora anche i vigili del fuoco (corpo delle forze dell’ordine spesso risparmiato da critiche e invettive popolari) finiscono nel mirino dei cittadini: aggressioni verbali, per lo più. Che non aiutano di certo il lavoro già complesso dei caschi rossi in Salento, a ridosso di una stagione che si preannuncia, come ogni anno, infuocata.
Già da settimane, i roghi avanzano sul territorio, complici le alte temperature e il vento di tramontana. Solo nella giornata di ieri, domenica 22 giugno, altri focolai: nella zona di Depressa, a Tricase, sul litorale adriatico e a Sant’Isidoro, sul fronte jonico. Mezzi e uomini sballottolati da un capo all’altro della provincia. A qualsiasi orario mettendo a repentaglio la propria vita. E allora per sensibilizzare la cittadinanza e l’opinione pubblica a un maggior rispetto e collaborazione, i vigili del fuoco lanciano un accorato appello alla comunità “perché – dicono – soltanto con l’impegno di tutti si potrà pensare di gestire il lavoro su un territorio di grandi dimensioni e con una massiccia presenza turistica.

