Gaza, l’orrore si ripete: Israele apre il fuoco su civili in fila per gli aiuti
Almeno 25 palestinesi uccisi e 146 feriti dopo che l’esercito israeliano ha aperto il fuoco su una folla in attesa di aiuti a Nuseirat, nel centro di Gaz
Un nuovo episodio drammatico ha colpito la Striscia di Gaza martedì, quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco vicino a centinaia di civili palestinesi che attendevano i camion di aiuti umanitari nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della regione. Secondo i dati forniti dagli ospedali locali, almeno 25 persone sono rimaste uccise e 146 sono state ferite, 62 delle quali in condizioni critiche. I feriti più gravi sono stati trasferiti in strutture ospedaliere più attrezzate nel centro di Gaza.
Testimoni oculari hanno riferito che droni israeliani sorvolavano l’area prima che iniziasse un’intensa sparatoria proveniente sia dai droni stessi sia dai carri armati. Le scene descritte sono di puro panico: “caotiche e sanguinose”, secondo un sopravvissuto, mentre la folla disperata cercava di fuggire nella confusione generale. L’esercito israeliano, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sull’accaduto.
Crisi e militarizzazione degli aiuti
L’episodio si inserisce in un contesto già segnato da sofferenze estreme. Dall’inizio delle operazioni della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) – un’iniziativa per la distribuzione degli aiuti sostenuta da Israele e Stati Uniti – il 27 maggio, sono oltre 410 i palestinesi uccisi in situazioni legate alla distribuzione del cibo, secondo l’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite.
Il portavoce dell’Onu Thameen Al-Kheetan, parlando da Ginevra, ha denunciato apertamente: “L’armamento del cibo per i civili… costituisce un crimine di guerra”. Ha poi aggiunto che i palestinesi “continuano ad affrontare la scelta disumana di morire di fame o di rischiare di essere uccisi mentre cercano di procurarsi il cibo”.

