cronaca

Torna la leva in Italia? In caso di guerra 10.000 uomini richiamati alle armi: a chi tocca secondo il disegno di legge presentato in Parlamento

Un piano per riattivare, su base volontaria ma permanente, migliaia di ex militari italiani. Un corpo parallelo, selezionato tra chi ha già indossato la divisa e ha ancora l’età e le condizioni per tornare in servizio. Così il presidente della Commissione Difesa alla Camera, Antonino Minardo, getta sul tavolo del Parlamento una proposta destinata a infiammare il dibattito.

La riserva strategica ispirata al modello estero

Una struttura di supporto, agile e pronta all’impiego, che richiama le architetture già collaudate di paesi come Israele o Stati Uniti. L’Italia punta a costruire una sua versione di Guardia Nazionale, formata da civili con formazione militare, richiamabili solo in caso di crisi. Non un ritorno indiscriminato alla leva obbligatoria, ma un richiamo selettivo e specializzato, che potrebbe contare fino a 10.000 elementi distribuiti capillarmente sul territorio e sottoposti al comando militare regionale.

Una volta attivata, questa forza parallela si muoverebbe su input dell’esecutivo, che avrebbe 48 ore per comunicarne l’impiego alle Camere. Il Parlamento deciderebbe poi se confermare l’attivazione. La nuova riserva affiancherebbe le forze armate regolari, ma anche la polizia in situazioni di emergenza sul suolo nazionale.

Torna la leva in Italia? In caso di guerra 10.000 uomini richiamati alle armi: a chi tocca secondo il disegno di legge presentato in Parlamento

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