Vigili del fuoco

Maledetto CO

Stefano Zanut – 1°Architetto, Direttore Vicedirigente del CNVVF in quiescenza, CERPA Italia Onlus ARCHITETTO, DIRETTORE Vicedirigente del CNVVF in quiescenza, CERPA Italia Onlus ù

Sono circa 5 mila gli incidenti con il coinvolgimento di questo gas – quasi 15 al giorno – e nel 10% dei casi finiscono in tragedia. Molto probabilmente si tratta di cifre sottostimate perché i casi di intossicazione meno gravi non sempre sono diagnosticati correttamente e sfuggono alle statistiche. La maggior parte si verificano nella stagione fredda, quando tornano in funzione gli apparecchi di riscaldamento che sono stati fermi in primavera e in estate, ma spesso le cause sono anche da attribuibire a impianti realizzati senza rispettare le norme di sicurezza e da personale non qualificato.
Cosa dire poi della mancanza dei fori di aerazione e di ventilazione presenti nei locali dove ci sono le apparecchiature di riscaldamento, oppure della loro ostruzione?

Penso che nelle abitazioni sia importante incoraggiare la presenza di rivelatori CO, ma senza considerarli una alternativa ad una appropriata realizzazione e manutenzione degli impianti, una indicazione del Ministero della Salute del 2015 che ad oggi è ancora ignorata (https://lnkd.in/d7Qmuscd). Così ho provato a fare una semplice ricerca sul web in merito al costo di tali rivelatori che in molti casi svolgevano anche la funzione di rilevatori di fumo: da 30 a 50 €.

Perché allora non attivare una politica sociale in questo campo incentivando l’acquisto di tali rivelatori da installare nei luoghi dove sono presenti persone più vulnerabili (“Particolarmente suscettibili sono gli anziani, le persone con affezioni dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, le donne in stato di gravidanza, i neonati ed i bambini in genere”, dice la pubblicazione del Ministero della Salute, a cui personalmente aggiungerei le persone con disabilità)?

Da questo tragico episodio emerge un altro aspetto da considerare: “Ho una nausea fortissima, non riesco neanche a camminare” scrive Laura a Marco, il suo fidanzato. È stato grazie all’attenzione di Marco verso queste parole, che rappresentano i classici sintomi di intossicazione da CO, se lui stesso ha provveduto ad attivare velocemente il 112 salvando così la vita di due persone. Ricordiamocelo quando parliamo di “cultura della sicurezza” perché questi sono i risultati.

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