Cultura

La cattiva informazione inquina la vita: occorre un nuovo bene-giornalismo

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La natura informativa dei diversi contenuti mediatici è slittata pericolosamente verso un perverso orientamento alle scelte del peggio, della negatività e del pessimismo. Nonostante la concorrenza di internet la televisione resta la regina dei media con milioni  spettatori soprattutto nel “prime time”; questo medium sempre popolare ed autorevole ha però dimenticato di raccontare  la forza di un umanesimo vivo, pro-attivo e positivo che agisce…la realtà ogni giorno esprime il meglio di sé in ogni circostanza, ma che non viene notato dal giornalismo distratto dei nostri giorni…purtroppo il bene quotidiano non viene colto, né tantomeno raccolto e poiché ignorato non può essere raccontato e promosso. Per questa grave deriva etica, non c’è una responsabilità concentrata, ma una complessa corresponsabilità distribuita. Quello che vediamo oggi in TV è l’esito di una lenta migrazione dell’informazione verso le cronache del peggio, per una serie di ragioni e di concause. Tutto questo degrado è nato e si è sviluppato per quali motivi? Per comodità, o consuetudine, o per altre opportunità, o perché in fondo la gente guarda la TV con un occhio e scappa con l’altro, similmente a quanto accade in presenza di un grave incidente stradale, dove non vorremmo avere il dispiacere di vedere “feriti o morti”? La televisione, forse perversamente, anche quando non tratta argomenti “positivi”, ci incolla comunque allo schermo, esattamente come in presenza di una sciagura della strada, un’istintiva e morbosa curiosità ci obbliga a soffermarci e guardare lo scenario di quel doloroso evento. Ma ora la misura è colma, anzi c’è un’esondazione insopportabile e ingiustificabile delle cronache del peggio, è il momento di cambiare le attuali teorie sulla “notiziabilità”; occorre un nuovo orientamento per la scelta e la diffusione delle notizie e dei fatti; la TV deve diventare formativa, deve essere realmente utile e soprattutto deve occuparsi anche delle cose migliori, con ottimismo, con una precisa focalizzazione verso il bene comune. Una nuova televisione moltiplicatrice del valore e del merito che invogli a diventare migliori e induca ai buoni comportamenti nella vita quotidiana. Noi italiani fondamentalmente meritiamo un’informazione più ragionata e puntuale, più selettiva e giusta, più obiettiva e rassicurante. Dobbiamo avere la convinzione, la forza, la determinazione per creare nuovi palinsesti che non escludano mai il bene anzi includano preferenzialmente il meglio di tutto ciò che accade su questo nostro pianeta. Ci auguriamo di far crescere un “bene-giornalismo” fatto con intelligenza e con molto cuore, non più motivato dai dettami del consumismo e dai dati dell’audience, ma concepito e sviluppato intorno ai veri bisogni informativi ed evolutivi della gente.

Estratto da”Il BeneGiornale” – Alla ricerca del bene da promuovere e diffondere per stare meglio

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