cronaca

«Hanno sparato ad altezza uomo, sapevano di poter uccidere». Parla il capomissione della Ocean Viking dopo l’attacco della Guardia Costiera libica

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«Siamo sollevati perché nessuno si è fatto male, ma quello che è successo è inedito e inaccettabile. Hanno sparato ad altezza uomo, potevano uccidere e ne erano consapevoli». Con queste parole, affidate a un’intervista a la Repubblica, Angelo Selim, capomissione della Ocean Viking, torna sull’assalto subito domenica 24 agosto dalla nave umanitaria di Sos Méditerranée in acque internazionali, a circa 40 miglia dalla costa libica.

Secondo la ricostruzione di Selim, l’attacco è arrivato da una motovedetta della Guardia costiera di Tripoli, «una di quelle donate dall’Italia», che si è diretta contro la nave a tutta velocità mentre l’equipaggio stava rispondendo a un’altra segnalazione di soccorso autorizzata dalle autorità italiane. «Ho spiegato via radio che ci stavamo allontanando – racconta – ma rispondevano solo di andare via. Quando il nostro mediatore li ha contattati, prima lo hanno insultato e minacciato, poi hanno iniziato a sparare e ad avvicinarsi sempre di più da prua».OPER ONLINE

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