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Agenti federali bloccano le squadre dei pompieri impegnati nella lotta contro gli incendi a Washington per controlli di immigrazione e arrestano due vigili del fuoco ed espulsi dall’immigrazione

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I soccorsi fermati per ore; due lavoratori a contratto arrestati e colpiti da ordine di espulsione

Questa è una storia che mescola un rogo, gli sforzi dei servizi di emergenza per spegnerlo e… l’ingresso in scena dei federali per controllare i documenti ai vigili del fuoco per controlli sull’immigrazione: due sono stati arrestati.

Gli agenti federali mercoledì hanno interrotto per oltre tre ore le operazioni sul fronte del Bear Gulch fire, il più vasto incendio attivo nello Stato di Washington. Secondo il Seattle Times, le autorità federali per l’immigrazione hanno condotto un’operazione sul luogo de rogo che ha devastato oltre 3.600 ettar nella Olympic National Forest, il più vasto attualmente in corso nello stato, arrestando due membri di una squadra di pompieri a contratto.

I federali avrebbero fatto mettere in fila i vigili per controllare i documenti. Un pompiere ha raccontato al giornale di non aver potuto salutare i colleghi fermati: “Ho chiesto se potessimo salutarli perché sono come una famiglia, e li stanno strappando via”, ma un agente gli avrebbe intimato di andarsene con un insulto.

L’operazione ha scatenato dure reazioni nello stato. Patty Murray, senatrice dello stato di Washington, ha chiesto all’amministrazione Trump di fornire “risposte immediate” e chiesto chiarimenti sulla sorte dei due vigili del fuoco e sulle linee guida della Casa Bianca in materia di immigrazione durante le emergenze incendi. Ha definito la politica migratoria di Trump “fondamentalmente malata”, sottolineando che “Trump ha arrestato illegalmente chiunque, da titolari di green card regolari a cittadini americani”.

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