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Perché aumentano le diagnosi di autismo

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La rete di monitoraggio dell’autismo e delle disabilità dello sviluppo (ADDM) dei Centers of Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, dal 2000, ogni due anni, porta avanti un’indagine sulla prevalenza del Disturbo dello spettro autistico (ASD).

A ridosso della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, che si celebra ogni 2 aprile, è stata pubblicata dal CDC (Centers for Disease Control and Prevention) la nuova indagine Morbidity and Mortality Weekly Report (MMWR) che evidenzia come nel 2020 un bambino di 8 anni su 36 (2,8%) ha ricevuto una diagnosi di ASD. È un dato più alto rispetto al 2018 che aveva rilevato, invece, una prevalenza di 1 su 44 (2,3%). Nello specifico, la prevalenza dei maschi è quattro volte più alta rispetto alle femmine che, tuttavia, aumentano e per la prima volta toccano la percentuale dell’1%.

l dato diventa ancora più significativo se confrontato con il 2016, quando la prevalenza generale di entrambi i sessi era 1 su 54 (1,9%) e con il 2000 (inizio della rilevazione): uno su 150 (0,7%).

In Italia, nel 2019, invece, l’ultimo dato disponibile riporta un bambino ogni 77.

Negli Stati Uniti l’aumento del fenomeno non si deve soltanto alla diversa classificazione o alla diversa propensione a fare diagnosi. Soltanto il 37,9% dei bambini con ASD nel 2020 aveva un Quoziente di Intelligenza inferiore a 70 e la percentuale era molto simile a quella del 2018. Questa crescita in parallelo del numero degli autismi “profondi” è una conferma che almeno una parte dell’aumento è dovuta al reale incremento del fenomeno, perché è poco verosimile che questi casi non siano stati diagnosticati anche negli anni precedenti, quando l’attenzione diagnostica era più bassa.

Abbiamo chiesto il motivo di questo aumento di diagnosi di autismo al Prof. Carlo Hanau, Presidente di A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale, già Docente di Programmazione dei Servizi Sociali e Sanitari dell’Università di Modena e Reggio Emilia  e docente al Master sull’Autismo dell’Università di Pisa, e alla Dott.ssa Chiara Pezzana, Neuropsichiatra infantile, Direttore sanitario e clinico del Centro per l’Autismo di Novara – Associazione per l’autismo E. Micheli.

Come si spiega l’aumento della prevalenza dei disturbi dello spettro autistico

“Psichiatra che vai diagnosi che trovi, nel senso che lo psichiatra è un uomo (o donna) che valuta col suo metro personale un altro uomo (o donna) in un determinato momento della vita e l’esito di tale valutazione è soggettivo e variabile” – afferma il Prof. Hanau. “Anche perché è difficile capire il confine tra l’una e l’altra situazione clinica (fenotipo) che si presenta all’osservazione, senza che vi sia un riscontro dal laboratorio analisi sulla causa organica. Non a caso le malattie psichiatriche in passato erano definite “malattia dell’anima”, difficile da esaminare in laboratorio. Se poi, come nel caso dell’ASD, si confonde Autismo infantile precoce di Kanner e sindrome di Asperger e si rimescola la classificazione come ha fatto il DSM-5 nel 2013, diventa ancora più difficile fare confronti con l’andamento della prevalenza nel corso degli anni.

https://personemagazine.it/perche-aumentano-le-diagnosi-di-autismo/

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