Vigili del fuoco

UN RICORDO DEL SISMA del 1980, che colpì duramente la Campania e la Basilicata – ROBERTO SABELLA – ex capo reparto – Presidente ANVVF – Dipartimento Roma

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23 novembre 1980, un sisma di magnitudo 6.9 colpì duramente la Campania e la Basilicata causando circa 2.734 vittime e ingenti danni. 

La nostra squadra allertata, partì dalla SCA (Scuola Centrale Antincendi) – La località cui eravamo stati assegnati era Sturno, un piccolo paese di poche anime nella provincia di Avellino. Il sisma provocò il crollo di numerosi edifici, tra cui l’antica Chiesa di San Michele Arcangelo. 

Sapevamo cosa ci avrebbe aspettato, ma non mi sarei mai aspettato di assistere a quanto accadde.

Il paese ormai era solo un cumulo di macerie. In una villetta crollata, dovevamo recuperare un bimbo dal secondo piano; non si sapeva se fosse ancora vivo. Con molte difficoltà riuscimmo a salire ed individuare il piccolo nel suo lettino, purtroppo senza vita. Chiedemmo al padre un lenzuolo per coprire il corpicino e poterlo trasportare a terra, ma lui ce lo negò adducendo a scusa di non intaccare la biancheria:” tanto ormai è morto!ll’epoca avevo anch’io un figlio piccolo e quando ho sentito un padre parlare così, in quel tragico momento mi sono sentito bollire il sangue: ma come? Tuo figlio è morto e tu ti preoccupi della biancheria?

Ho soccorso tante persone in incidenti stradali, alluvioni e quant’altro ma una cosa così non era mai capitata. Prima che Vigili del fuoco, siamo padri e tanta freddezza ci ha lasciato un grande senso di angoscia, un solco indelebile nel cuore.

Il bimbo aveva sei anni, sembrava che dormisse. Dopo averlo ripulito dei calcinacci lo abbiamo delicatamente portato a terra come fosse nostro figlio per poi adagiarlo nell’ambulanza. Quanto strazio per quella creatura! Un padre che nega un lenzuolo per coprire il figlio morto – ci ha colpito nel profondo.  Impossibile non piangere.

Nella mia vita da Vigile del Fuoco, ho vissuto tantissime situazioni drammatiche, ho asciugato molte lacrime e non sempre vi è stato un lieto fine, ho portato nel cuore la sofferenza ed i drammi di chi soccorrevo.

 Ho sempre portato con orgoglio e onore la mia divisa e non mi sono mai pentito di avere scelto questa bellissima professione.

Ora continuo a trasmettere la mia esperienza nell’Associazione Nazionale Vigili del Fuoco dipartimentale di cui ne sono il presidente, cercando di comunicare a chi ci seguirà il profondo senso della vita che non si può disgiungere dal nostro dovere.

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