Benessere

Appunti di un’allieva – Lo yoga che ci attraversa

Quando ho iniziato a praticare yoga cercavo un’attività fisica diversa: intensa, ma non troppo aggressiva, qualcosa che aiutasse ad allungare i muscoli dopo giornate di sport frenetico e allenamenti mirati al “corpo perfetto”. Non cercavo la spiritualità. Cercavo elasticità.

Ma lo yoga, quando entra, si espande. Lentamente, quasi impercettibilmente.
Nel mio caso è entrato attraverso il respiro. Ho cominciato a percepirlo non solo come qualcosa che aiuta a concentrarsi, ma come origine del movimento. Inspiri e il corpo si apre. Espiri e ti lasci andare. Un gesto semplice che cambia tutto.

Ho capito tardi cosa volesse dire “meditazione in movimento”. Era quell’istante in cui sei tu, il tuo corpo e il tuo respiro, completamente presenti.
È lì che lo yoga mi ha insegnato la pazienza. Nessun obiettivo da raggiungere, solo un percorso da abitare.

Lo yoga che oggi pratichiamo ha radici antiche, nate in India come via di liberazione spirituale.
Oggi è anche fitness, sì. Ma resta un momento in cui fermarsi, ascoltare, sentire.
Cos’è per me lo yoga? Un momento intimo di ascolto…

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