Stop agli Smartphone anche alle Superiori: “Serve più concentrazione in classe”
ALESSANDRO MISTRETTA
Dal prossimo anno scolastico, gli smartphone saranno vietati anche nelle scuole superiori. La decisione, firmata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, estende il divieto già in vigore nelle primarie e medie anche a licei, istituti tecnici e professionali.
L’obiettivo è chiaro: migliorare la concentrazione degli studenti, ridurre le distrazioni e contrastare la dipendenza da dispositivi digitali e i disturbi del sonno. Il divieto sarà totale: i telefoni non potranno essere usati durante l’orario scolastico, nemmeno per fini didattici.
Niente telefoni in classe, nemmeno per studiare
La novità principale è proprio questa: gli smartphone non potranno essere utilizzati neppure durante le lezioni. Finora erano spesso impiegati per ricerche, app educative o attività di gruppo. Da settembre, invece, andranno lasciati in appositi contenitori all’inizio delle lezioni.
Chi non rispetta le regole sarà sanzionato
Sono previste sanzioni per chi non rispetta il divieto, ma sarà ogni scuola a decidere come applicarle. Il Ministero raccomanda regole chiare e uniformi, per evitare conflitti tra studenti e insegnanti.
Le eccezioni: chi potrà usare il cellulare
Faranno eccezione gli studenti con un Piano Educativo Individualizzato (PEI) o un Piano Didattico Personalizzato (PDP). In questi casi, l’uso del cellulare sarà consentito come strumento compensativo, ad esempio per alunni con DSA o altre disabilità certificate.
Valditara: “Una scelta per tutelare i nostri ragazzi”
Il ministro ha definito la misura “improcrastinabile”, spiegando che l’intento è tutelare non solo il rendimento scolastico, ma anche il benessere psicologico e fisico degli studenti. “La scuola deve tornare a essere uno spazio libero da continue interruzioni digitali”, ha dichiarato.
Tra consenso e perplessità
Molti genitori e pedagogisti hanno accolto con favore la misura. Alcuni insegnanti, però, esprimono dubbi: ritenevano utile un uso controllato dello smartphone in aula.
Il dibattito resta aperto, ma una cosa è certa: tra i banchi delle superiori, da settembre, regnerà il silenzio digitale.

