Torna LamArte. Vincenzo Marsiglia anima gli spazi dell’Hilton Lama EUR di Roma
Protagonista di questo nuovo capitolo di LamArte – il progetto dedicato alla valorizzazione della creatività contemporanea, a cura di Valentina Ciarallo – è Vincenzo Marsiglia con il suo progetto diffuso Map Star La Lama, che anima le aree comuni dell’hotel nel quartiere romano dell’EUR.
Negli spazi de La Lama, progettato da Massimiliano Fuksas con interni di Lorenzo Bellini Atelier, le opere diventano strumenti che offrono al contesto una lettura alternativa. In questo spazio l’arte si configura come esperienza aumentata, capace di mettere in relazione linguaggi diversi e di attivare nello spettatore nuovi sguardi.
Ed ecco, tra la monumentalità della hall, sbucare l’Unità Marsiglia (UM), un segno distintivo, un modulo a forma di stella a quattro punte che diventa matrice visiva e concettuale di molteplici sperimentazioni, cifra stilistica e generatore di forme. Questa mappa stellare in continua evoluzione accompagna lo spettatore attraverso nuove visioni.
“Emotional Immersion Star – spiega la curatrice Valentina Ciarallo nel testo che accompagna la mostra – con le sue geometrie pulsanti e le sue trame in movimento genera un effetto ipnotico che oscilla tra immaterialità e presenza fisica, trasformando la parete di marmo in una superficie viva e dinamica. L’artista è solito utilizzare proiezioni immersive per ricoprire edifici e architetture, trasformando corpi inerti in organismi vibranti di luce e colore: le sue “pelli digitali” generano quel cortocircuito che dona nuova vita e ritmo a monumenti iconici”.
Nello spazio più intimo della Library, Shadows Stone abbraccia una serie di opere in alabastro in cui la purezza e la nobiltà del materiale si uniscono alla precisione del modulo stellare. Per la prima volta viene presentata la grande Shadow Stone intitolata Cloud. La luce si riflette sulla superficie dell’alabastro, oltre a penetrare al suo interno, conferendo alla materia una luminosità quasi viva. Queste forme sospese tra classicità e contemporaneità suggeriscono un senso di permanenza, quasi a radicare nello spazio un simbolo senza tempo. In Fold Screen Paper, progetto nato dalla ricerca sul tema degli origami, il segno della stella si rinnova.

