Nel cuore gelido delle Svalbard – Il Global Seed Vault, la cassaforte della biodiversità mondiale
ALESSANDRO MISTRETTA

Tra i ghiacci del Mar Glaciale Artico, una montagna custodisce milioni di semi pronti a garantire il futuro dell’alimentazione globale.
Il Global Seed Vault, vicino a Longyearbyen, è la più grande riserva di biodiversità agricola del pianeta. Scavato nella roccia a 130 metri sopra il mare, ospita tre sale sotterranee sigillate da porte d’acciaio e cemento armato, capaci di resistere a catastrofi naturali e perfino a guerre nucleari.
L’ingresso, illuminato da un’opera dell’artista norvegese Dyveke Sanne, risplende nella notte polare, quando il sole scompare per quattro mesi e solo l’aurora boreale colora il cielo.
Nel Vault sono conservati oltre 1,3 milioni di campioni di semi provenienti da 128 Paesi. Restano di proprietà dei depositanti e possono essere recuperati in caso di emergenza, come accaduto in Siria con il centro ICARDA di Aleppo. Anche l’Italia partecipa con varietà di cereali e la melanzana rossa di Rotonda DOP, custodite dal CNR di Bari.
Mantenere milioni di semi congelati (a circa −18 °C) richiede energia costante, garantita da elettricità e diesel locali, mentre si sperimentano fonti rinnovabili. Un “paradosso energetico” nel cuore dell’Artico, dove la sostenibilità incontra le sue stesse sfide.
Il Global Seed Vault non è solo un caveau sotterraneo, ma un simbolo di cooperazione e speranza: una moderna Arca di Noè che conserva la vita sotto chiave, pronta a germogliare quando il pianeta ne avrà bisogno.

