L’ira di Israele sulla missione Onu in Libano: «Abbattuto un nostro drone». La replica: era aggressivo, noi bersagliati
Schermaglie tra Caschi blu in Libano ed esercito israeliano. Parole roventi e spari veri che per fortuna non hanno causato vittime. Questi i fatti ammessi dalle due parti, ma sia le forze di pace internazionali sia i militari israeliani danno versioni differenti di ciò che è accaduto.
’Unifil parla di un drone che in modo «aggressivo» ha sorvolato una sua pattuglia. Israele di una «un’attività di routine di raccolta informazioni». Le forze di peacekeeping dicono di aver «applicato le necessarie contromisure difensive per neutralizzare il drone», cioè l’hanno abbattuto. Israele ribatte che «l’attività del drone non rappresentava una minaccia per le forze Unifil», ma che «secondo un’indagine preliminare, i Caschi blu di stanza nelle vicinanze hanno deliberatamente sparato» per abbattere l’apparecchio senza pilota. Le forze delle Nazioni Unite accusano che, dopo il primo aereo comandato a distanza, ne è comparso in cielo un altro. «Verso le 17:45 un secondo drone si è avvicinato a una pattuglia Unifil e ha sganciato una granata. Negli istanti successivi un carro armato israeliano ha sparato un colpo contro le forze di peacekeeping». Israele nega la cannonata del tank. Il suo portavoce afferma invece che «dopo l’abbattimento del drone di osservazione, le truppe delle Idf hanno sganciato una granata verso la zona in cui è caduto il drone. Va sottolineato che non è stato sparato alcun colpo contro le forze Unifil». La parola degli uni contro quella degli altri.CORRIERE DELLA SERA

