Crollo Torre dei Conti, Mosca snobba la Farnesina: ci manda un incaricato d’affari. E insiste: “Sostenere Kiev è un crimine”
Non sarà l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, a recarsi oggi alla Farnesina. La convocazione è prevista per le 12.30 ed è arrivata ieri, in seguito alle parole di Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, sul crollo della Torre dei Conti a Roma. Ma a presentarsi di fronte alle autorità italiane, riferisce LaPresse, ci sarà Mikhail Rossiyskiy, ministro consigliere dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, che svolge anche il ruolo di incaricato d’affari.
Zakharova aveva dichiarato che l’Italia “crollerà dall’economia alle torri“ se continuerà a spendere denaro per sostenere economicamente l’Ucraina. Parole che avevano scatenato l’indignazione della Farnesina che le aveva definite “squallide” e “un abisso di volgarità“. Ma da Mosca non è arrivato nessun dietrofront. Anzi oggi Zakharova ha affermato all’agenzia russa Tass che la convocazione alla Farnesina consentirà a Mosca di “ricordare alla leadership italiana” che “sponsorizzare il regime terroristico di Kiev è un crimine e un peccato“.

