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Benessere in Italia: cresce la longevità, ma cala la salute percepita

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Nov 14, 2025 | HOME – Primo PianoStudi e Ricerca

La dodicesima edizione del Rapporto Bes dell’Istat conferma il primato italiano nella speranza di vita, ma evidenzia segnali critici: peggiora il benessere mentale, aumentano obesità e consumo di alcol a rischio, e la speranza di vita in buona salute scende ai minimi degli ultimi anni

L’Istat ha pubblicato la dodicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes), uno strumento ormai centrale per valutare la qualità della vita degli italiani e la sostenibilità dei progressi sociali e ambientali. Nato nel 2010 come progetto innovativo, il Bes si basa su un dialogo costante tra istituzioni, comunità scientifica, società civile e cittadini. L’edizione 2025 analizza 152 indicatori distribuiti in 12 domini, offrendo una fotografia articolata dei livelli e delle disuguaglianze di benessere nel Paese.

Tra questi, il dominio Salute presenta un quadro complesso, nel quale i risultati positivi convivono con nuovi segnali di criticità.

Nel 2024 la speranza di vita alla nascita in Italia raggiunge gli 83,4 anni, massimo storico (85,5 per le donne e 81,4 per gli uomini). È un dato stabile rispetto al 2023 e superiore di quasi un anno rispetto al 2014. Il confronto europeo sorride al Paese: gli italiani vivono oltre 2 anni in più rispetto alla media UE.

A peggiorare, però, è la speranza di vita in buona salute, che scende a 58,1 anni, un punto in meno rispetto al 2023. Pesano soprattutto le valutazioni soggettive: la quota di persone che si percepiscono in buona salute cala al 67,1%. Le donne mostrano condizioni più difficili, con soli 56,6 anni di vita attesa in buona salute, contro i 59,8 degli uomini.

Fragilità nella terza età e salute mentale in peggioramento

A 65 anni, gli italiani possono aspettarsi di vivere ancora 10,4 anni senza limitazioni, un dato in lieve calo ma superiore a quello di dieci anni fa. Anche qui emergono differenze di genere: gli uomini trascorrono senza limitazioni il 54% degli anni residui, le donne meno della metà.

La salute mentale resta un nodo critico. L’indice MH scende a 68,7 punti e penalizza soprattutto le donne (66,5). I giovani sono la categoria più fragile: tra il 2016 e il 2024 il loro punteggio cala da 73,4 a 71,8, con un peggioramento più marcato tra le ragazze.

Quasi la metà degli over 74 convive con patologie croniche o limitazioni gravi (48,9%), un dato stabile rispetto al 2023 ma leggermente migliore del 2014.

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