Ddl stupro, retromarcia della maggioranza. Schlein sente Meloni: “Faccia rispettare l’accordo
Doveva essere una bella pagina bipartisan scritta per le donne contro la violenza maschile, si è trasformata in una clamorosa retromarcia del centrodestra, all’indomani del voto per le regionali, rispetto al patto politico siglato il 12 novembre tra le leader dei due principali partiti, Giorgia Meloni per Fdi ed Elly Schlein per il Pd, sul disegno di legge che inserisce nel Codice penale l’assenza di consenso «libero e attuale» a fondamento del reato di stupro.
È un 25 novembre dimezzato quello andato in scena oggi in Parlamento. Il Ddl, che avrebbe dovuto approdare in Aula al Senato per un via libera lampo dopo il sì della Camera all’unanimità, sarà invece modificato, probabilmente cancellando l’aggettivo «attuale», e dovrà tornare a Montecitorio per una terza lettura. Alla Camera la legge che introduce il nuovo delitto autonomo di femminicidio e la formazione obbligatoria dei magistrati è stata invece varata definitivamente all’unanimità con 237 sì, però in mezzo alle fibrillazioni e alle vibranti proteste del centrosinistra per quanto accaduto a Palazzo Madama.

