Netanyahu chiede la grazia per chiudere i processi in cui è imputato per corruzione in Israele
Benyamin Netanyahu ha chiesto al presidente israeliano Herzog il provvedimento per fermare i suoi processi per corruzione, sostenendo che la misura aiuterebbe a unire il Paese. L’idea era stata lanciata da Trump nel discorso alla Knesset. L’opposizione accusa il premier di volere sfuggire alla legge
Benjamin Netanyahu ha chiesto domenica al presidente di Israele, Isaac Herzog, di concedergli la grazia dalle accuse di corruzione, per cui è a processo da anni. L’idea era stata proposta dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la sua visita nel Paese lo scorso ottobre.
Il premier israeliano, da tempo sotto la lente dei critici per i processi a suo carico, ha affermato che la richiesta servirebbe a “unificare il Paese” in un momento di grandi cambiamenti nella regione.
Ma l’annuncio ha immediatamente scatenato dure critiche da parte dei suoi oppositori, secondo i quali il perdono indebolirebbe le istituzioni democratiche israeliane e invierebbe un messaggio pericoloso, suggerendo che il primo ministro sia “al di sopra della legge”.
In una nota diffusa domenica, l’ufficio del primo ministro ha confermato che Netanyahu ha presentato la richiesta di grazia al dipartimento legale dell’ufficio del Presidente. La presidenza ha definito l’iniziativa una “richiesta straordinaria”, con “implicazioni significative”.

