LA GUERRA ERA INEVITABILE, IL CONTROLLO DEI MARI.
FEDERICO SIRACUSA
Il trasporto marittimo interessa più dell’80% del trasporto merci globale. Da questo si comprende facilmente come il controllo dei mari sia essenziale per dominare il pianeta.

In seguito al disfacimento dell’Unione Sovietica la Federazione Russa ha visto compromesso il proprio sbocco al Mar Baltico ed al Mar Mediterraneo, che sono essenziali per il mantenimento della propria potenza marittima e per il commercio.
“…Gli Stati baltici erano sotto il controllo russo fin dal 1700 e la perdita dei porti di Riga e Tallinn aveva reso l’accesso della Russia al Mar Baltico più limitato e soggetto al gelo invernale…” aveva evidenziato nel 1997 ne “La grande scacchiera” Zbigniew Brzezinski, già Consigliere per la Scurezza del Presidente Carter e fondatore della Commissione Trilaterale.
Inoltre, Zbigniew Brzezinski aveva detto chiaramente che per la Russia “… La cosa più preoccupante è stata la perdita dell’Ucraina. La comparsa di uno Stato ucraino indipendente non solo ha sfidato tutti i russi a rivedere la natura della propria identità politica ed etnica, ma ha rappresentato una battuta d’arresto fondamentale, da un punto di vista geopolitico, per lo Stato russo. Il ripudio di più di trecento anni di storia imperiale russa significava la perdita di un’economia industriale e agricola potenzialmente ricca e di 52 milioni di persone etnicamente e religiosamente sufficientemente vicine ai russi per fare della Russia uno Stato imperiale veramente grande e solido. L’indipendenza dell’Ucraina ha anche privato la Russia della sua posizione dominante sul Mar Nero, dove Odessa era stata la porta d’accesso vitale della Russia al commercio con il Mediterraneo e il mondo esterno.
La perdita dell’Ucraina è stata fondamentale, in ottica geopolitica, perché ha limitato drasticamente le opzioni geostrategiche della Russia…” Anche senza gli Stati baltici e la Polonia, una Russia che avesse mantenuto il controllo sull’Ucraina avrebbe potuto provare a ricostituire l’impero euroasiatico ma senza l’Ucraina, senza lo sbocco ai mari europei e con l’elevato tasso di natalità dei paesi centroasiatici, di fede mussulmana, sarebbe diventata anno dopo anno sempre meno europea…
In questo contesto gli USA, attraverso gli europei, hanno tentato di chiudere definitivamente la partita con la Russia ed hanno cercato di bloccare l’accesso al mare della Federazione Russa. Il Mar Baltico ed il Mar Nero sono dei mari chiusi che per noi non hanno alcuna funzione strategica ma per la Russia sono essenziali: senza questi sbocchi al mare la Russia diventa una potenza continentale asiatica, schiacciata ad est dalla Cina ed a sud dall’ascesa della Turchia.
Per la Russia vincere la guerra è questione di vita o di morte. Se la Russia dovesse perdere l’accesso al Mar Mediterraneo, attraverso lo sbocco nel Mar Nero, ed al Mar Baltico la Federazione Russa potrebbe implodere.
Questa è la sfida.
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L’ASCESA DELLA TURCHIA
Le guerre e l’instabilità politica che ne è derivata hanno aperto delle grandi opportunità strategiche in particolare per la Turchia.

La Turchia, attraverso il controllo del Bosforo e dei Dardanelli, controlla direttamente l’accesso al Mar Mediterraneo dei paesi che si affacciano sul Mar Nero, quali la Federazione Russa, l’Ucraina, Moldavia, Romania, Bulgaria e Georgia. Questo gli permette di esercitare una forte influenza politica su questi Stati.
Siria. Con la caduta del Governo di Bashar Al Asad, a dicembre 2024, la Siria è finita sotto l’influenza turca a scapito dell’Iran e della stessa Federazione Russa che dal 1971 nel porto di Tartus aveva una importantissima base navale.
Azerbaijan e Armenia. L’8 agosto 2025 Armenia e Azerbaijan hanno sottoscritto un accordo di pace che prevede la costruzione del “Corridoio Trump per la pace e lo sviluppo” (Corridoio Tripp), che sarà sotto il controllo diretto statunitense.
Alla luce di questi accordi l’Azerbaijan è destinato ad assumere un ruolo sempre maggiore quale fornitore di gas, petrolio e merci che passeranno dal Mar Caspio in Europa attraverso la Turchia.
L’impatto del Corridoio Tripp dal punto di vista geopolitico potrebbe essere davvero colossale, con gli Usa che potrebbero riuscire ad emarginare la Russia quale principale agente nel Caucaso, diventando garanti della stabilità politica e ottenendo un avamposto fondamentale verso il mar Caspio, luogo chiave per il gas e ed il petrolio.
Il grande vincitore della partita è ancora una volta la Turchia che acquista così un ruolo ancora più importante nell’ambito della Nato, come anello di congiunzione tra Oriente ed Occidente.
La Turchia e l’Azerbaijan sono entrambi di etnia turca ed i due paesi vengono comunemente definiti come “una nazione, due stati”.
Anche l’Iran viene ulteriormente indebolito da questo accordo sia perché il “Corridoio Iran – Iraq – Siria” è stato seriamente compromesso sia perché un terzo della popolazione iraniana è azera ed un forte Stato azero potrebbe destabilizzare ulteriormente il nord dell’Iran.
Somalia. Dal 2011 la Somalia è divenuta uno dei maggiori partners strategici della Turchia. La Somalia occupa un posto chiave nella strategia turca in quanto è situata lungo rotte commerciali cruciali, quali il Canale di Suez che è la via di accesso al Mediterraneo. Inoltre, è ricca di risorse naturali, quali petrolio e gas. La Turchia ha una propria base militare in Somalia.
Libia. Negli ultimi tempi la presenza militare della Turchia in Libia sta crescendo di rilievo e di pari passo sono stati stipulati importanti accordi commerciali che riguardano non solo l’energia.
Cipro. L’isola di Cipro è divisa in due parti ed una è sotto l’influenza turca.
Albania. Nel 2024 Erdogan ha finanziato ed inaugurato a Tirana la più grande moschea dei Balcani.
Negli ultimi anni le aziende turche presenti in Albania sono cresciute di numero in modo esponenziale e così pure l’interscambio commerciale tra i due paesi. La Turchia mira decisamente a penetrare nei Balcani.
Israele. Una seria criticità che potrebbe profilarsi all’orizzonte è il rapporto tra Turchia e Israele che potrebbe voler tentare di arginare un vicino così ingombrante ed attivo. Cipro e Siria potrebbero essere i futuri luoghi di forte attrito tra la Turchia ed Israele.
Dott. Federico Siracusa – Studioso di Storia, Arte e Politica Economica.
Dottore Commercialista e Revisore legale, ha il suo studio professionale in Via delle Montagne
Rocciose, 68 all’Eur. Tel. 06 50684161 – federico.siracusa68@gmail.com

